ROMA – Violenza sessuale aggravata e revenge porn. Un nuovo terribile caso di cronaca emerge in Abruzzo, stavolta ai danni di una 12enne di Sulmona (in provincia di Pescara), vittima di abusi feroci durati almeno sei mesi. Filmata, ricattata, adescata, violentata, derisa e intimidita. A 12 anni. Tra gennaio e luglio di quest’anno. Un tunnel infernale. È proprio la confessione della ragazzina in famiglia – quando non ce la fa più a resistere, forse anche per via delle voci e delle immagini finite su Whatsapp – a scoperchiare l’abisso di violenza fisica e psicologica nell’apparente quiete di provincia, in un ambiente lontano da scenari di criminalità diffusa ma evidentemente non privo di sacche di disagio e ignoranza. L’immediata denuncia ai carabinieri svela un mondo di orrore e sopraffazione. Finiscono sotto indagine – riporta Attuale. – un 12enne e un 18enne residenti nella zona. E tremano (in silenzio) anche i coetanei probabilmente complici del revenge porn senza capirne disvalore e rischi.
Le foto intime, la trappola, i ricatti
Il sequestro di telefonini, tablet e computer di tutti i soggetti coinvolti concorrerà a provare i fatti. A quanto trapela sarebbe stato il 12enne a fare da esca e convincere la vittima a condividere foto intime. Poi sarebbero partiti i ricatti, le intimidazioni e le violenze sessuali con la partecipazione del 18enne. Infine alcuni abusi sarebbero stati ripresi via smartphone e trasformati in ulteriore materiale di ricatto per ulteriori violenze.
Violenza sessuale in concorso
A colpire gli investigatori e l’opinione pubblica sono età dei protagonisti e pesantezza degli addebiti. Il sostituto procuratore del Tribunale dei minorenni Angela D’Egidio indaga un coetaneo della vittima per violenza sessuale in concorso e diffusione illecita di materiale a contenuto sessuale esplicito, e contestualmente segnala per competenza alla procura di Sulmona un 18enne residente nello stesso comune, ora indagato per gli stessi reati. Gli abusi sarebbero stati commessi nelle abitazioni dei due giovani aguzzini.
Sulmona sotto choc: abusi e revenge porn
A Sulmona da 24 ore non si parla d’altro. Nel principale centro della Valle Peligna, patria italiana dei confetti, due indagini distinte provano a far luce su una storia che appare già atroce e dolorosa, ma deve essere ancora esplorata in dettaglio. Nel registro degli indagati potrebbero infatti finire anche altri giovani (o meno giovani) che avrebbero contribuito al revenge porn diffondendo le immagini sessualmente esplicite della vittima. Commenti, apprezzamenti, minacce e intimidazioni condivisi nelle chat o sui social – come rivela l’edizione online del quotidiano Il Centro, principale testata abruzzese – appaiono destinati allo scrupoloso vaglio degli inquirenti.
Ogni addebito andrà ovviamente riscontrato e provato nelle sedi competenti ma non sembrano esserci grandi dubbi sulla drammaticità dell’accaduto e sulle immaginabili conseguenze parallele per la vittima: paura, discredito o pubblico scherno in un’età – l’adolescenza – che non prevede pudori o segreti ma la pubblica strumentalizzazione di ogni fragilità.
Le denunce della politica
Le reazioni della politica sono allarmate. “Le istituzioni hanno il dovere di colmare il vuoto educativo e culturale,” sintetizza la vicepresidente del Consiglio regionale Marianna Scoccia (Nm). “È un segnale che non possiamo ignorare,” dichiara Cecilia D’Elia (Pd). “Barbarie estrema,” aggiunge Elisabetta Lancellotta (FdI). Per Marianna Sbrollini (Iv) serve anzitutto “prevenzione” con “l’educazione al rispetto.” “Nelle scuole di ogni ordine e grado è indispensabile un patto nazionale sull’educazione affettiva, sessuale e al consenso,” dichiara Fiorella Zabatta (Avs).