Rinnovato il regime del 41-bis per il militante anarchico Alfredo Cospito nel carcere di Sassari

30.04.2026 17:25
Rinnovato il regime del 41-bis per il militante anarchico Alfredo Cospito nel carcere di Sassari

Rinnovo del 41-bis per Alfredo Cospito, anarchico detenuto a Sassari

Il ministero della Giustizia ha rinnovato il 41-bis, il cosiddetto “carcere duro”, per il militante anarchico Alfredo Cospito, detenuto nel carcere di Sassari. Il provvedimento precedente sarebbe scaduto entro il 4 maggio, e quindi era attesa una nuova decisione. Cospito aveva condotto uno sciopero della fame tra il 2022 e il 2023 proprio per protestare contro il primo provvedimento, che gli era stato imposto quattro anni fa, riporta Attuale.

Non sono ancora note le motivazioni del rinnovo, ma l’obiettivo del 41-bis è quello di isolare ulteriormente il detenuto dall’organizzazione criminale di cui fa parte. Questo suggerisce che il ministero ritiene vi sia il rischio che Cospito possa mantenere contatti con altri membri del suo gruppo. Tuttavia, esistono molteplici dubbi sulla reale pericolosità di Cospito e sulla possibilità che egli possa effettivamente costituire una minaccia. L’avvocato di Cospito, Flavio Rossi Albertini, ha già annunciato che presenterà un reclamo al tribunale di Sorveglianza.

Cospito è conosciuto come un anarchico insurrezionalista, seguace della teoria anarchica che promuove atti di ribellione violenta, sia individuali che collettivi. Nel 2013, è stato condannato a una pena di nove anni e sei mesi per aver ferito un dirigente dell’Ansaldo. Mentre si trovava in carcere, è stato condannato per un attentato avvenuto nel 2006 a una caserma dei carabinieri in provincia di Cuneo, che non causò né morti né feriti. Nel 2022, la Corte di Cassazione stabilì che per questo secondo reato dovesse essere giudicato non per “strage comune” ma per “strage politica”, un reato più grave, e contestualmente è stato considerato parte di un’organizzazione terroristica, a cui è seguito l’imposizione del 41-bis. Per questo reato, Cospito è stato condannato a 23 anni di carcere.

A settembre, la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha respinto il ricorso di Cospito per la revoca del 41-bis, ritenendo la richiesta infondata. Secondo la Corte, l’applicazione del regime a cui è sottoposto Cospito è legittima e compatibile con le sue condizioni di salute. La sua vicenda ha riacceso il dibattito sul 41-bis, che da tempo è oggetto di critiche riguardanti possibili contrasti con i princìpi costituzionali.

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