La Rai richiama Ranucci per le dichiarazioni su Nordio: il giornalista smentisce il ministro

30.04.2026 15:55
La Rai richiama Ranucci per le dichiarazioni su Nordio: il giornalista smentisce il ministro

Roma, 30 aprile 2026 – La Rai ha inviato una lettera di richiamo al giornalista Sigfrido Ranucci a causa delle sue affermazioni sul ministro della Giustizia Carlo Nordio durante l’ultima puntata di ‘È sempre Cartabianca’ su Rete4. L’azienda pubblica ha contestato al conduttore di ‘Report’ la diffusione di una notizia non verificata, come da lui stesso ammesso. La Rai ha inoltre sottolineato che Ranucci era autorizzato a presentare solo il suo libro, non a partecipare a discussioni di attualità in una trasmissione concorrente. Nella lettera, si precisa che non verrà fornita alcuna tutela legale qualora il Guardasigilli decidesse di procedere legalmente, riporta Attuale.

Il caso Minetti

La lettera della Rai si inserisce nella controversia riguardante la grazia concessa a Nicole Minetti lo scorso 18 febbraio, motivata da “gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore” di cui non si sarebbe potuta occupare se avesse scontato la condanna. Dopo che il Quirinale ha chiesto di verificare la fondatezza delle notizie emerse nell’ inchiesta de Il Fatto Quotidiano, sono partiti accertamenti per controllare la regolarità dell’intera pratica, incluso i documenti di adozione in Uruguay del figlio di Minetti e del suo compagno Giuseppe Cipriani.

Cosa ha detto Ranucci su Rete 4

Nel corso della puntata di ‘È sempre Cartabianca’ di martedì scorso, Ranucci ha dichiarato: “Una fonte ci ha detto di aver visto il ministro Carlo Nordio nel ranch di Cipriani in Uruguay“. Questa affermazione è stata smentita dal Guardasigilli stesso, che ha risposto: “Non esiste al mondo. Ma figurarsi se sono andato lì. I miei spostamenti sono tutti documentati; era una missione ufficiale di tre giorni in Argentina e in Uruguay uno o due anni fa. C’è un limite a tutto, anche a questo degrado morale e mediatico”.

La posizione della Rai

Nel richiamo della Rai, firmato dal direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini, si contesta come le dichiarazioni di Ranucci, “anche formalmente smentite in diretta dal diretto interessato”, possano essere oggetto di rilievi sul piano deontologico e per le modalità con cui sono state formulate. Secondo la Rai, queste possono esporre Ranucci e l’azienda “a possibili conseguenze, quantomeno sul piano reputazionale”. Corsini sottolinea che Ranucci ha dovuto dare “pubblicamente spazio a voci non ancora verificate”, il che potrebbe compromettere la credibilità dei programmi d’inchiesta e quella dell’intero Servizio Pubblico. Il direttore invita Ranucci a conformarsi in futuro “alle linee guida e alle disposizioni aziendali”.

La replica di Ranucci

Ranucci ha risposto: “Prendo atto di quanto riporta l’Ansa, che ha ottenuto la notizia prima che mi fosse comunicata la decisione dell’azienda. Tuttavia non ho timori di affrontare in giudizio il Ministro della Giustizia, che è anche colui che custodisce l’Albo dei giornalisti – ha scritto Ranucci in un post su Facebook. – Ci sono cose che hanno un prezzo e altre che hanno un valore. E per me la libertà di informazione è un valore inalienabile dell’umanità”.

Floridia: “Contro Ranucci richiamo politico”

La presidente della commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia, ha commentato che “la lettera di richiamo della Rai a Sigfrido Ranucci è un atto molto grave. Chiederò all’azienda i dettagli di un provvedimento che ha una valenza ‘politica’“. Floridia ha denunciato un “eccesso di zelo” nei confronti di Ranucci e del programma ‘Report’, definendo questo clima “tossico” e incompatibile con il servizio pubblico. Ha espresso particolare preoccupazione per il passaggio in cui la Rai afferma che non offrirà copertura legale qualora Nordio dovesse querelare Ranucci, descrivendo tale messaggio come una intimidazione inaccettabile, soprattutto nei confronti di un giornalista sottoposto a scorta e che ha subito gravi attacchi negli ultimi anni.

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