Fuga dei mercenari russi da Kidal, il Mali sotto assedio jihadista
Lunedì i mercenari russi di Africa Corps hanno abbandonato Kidal, una città chiave nell’est del Mali, recentemente conquistata da miliziani jihadisti e ribelli indipendentisti. Due giorni prima, dopo mesi di attacchi, gli insorti avevano avviato un’operazione coordinata che ha colpito almeno sei città maliane, e ora stanno assediando la capitale Bamako, riporta Attuale.
Inizialmente, i mercenari erano stati inviati per supportare le forze maliane nella lotta contro gli insorti, ma hanno deciso di ritirarsi dopo i primi attacchi, siglando un accordo con i ribelli che ha permesso loro di lasciare la città con mezzi militari, abbandonando parte del loro equipaggiamento. Un funzionario del governo maliano ha dichiarato a Radio France Internationale: «A Kidal i russi ci hanno traditi».
Il ritiro dei mercenari è stato interpretato come un simbolo del fallimento della campagna russa in Mali, destinata a proteggere il governo locale e a svolgere funzioni precedentemente affidate alle forze francesi.
I mercenari russi sono attivi in Mali almeno dalla fine del 2021, quando la giunta militare, guidata dal generale Assim Goita, ha preso il potere. Il ministro della Difesa, Sadio Camara, ucciso in un attentato nei giorni scorsi, è considerato uno dei principali artefici del passaggio dall’appoggio francese a quello russo. Prima del 2021, la Francia era l’unico supporto per le forze maliane nel contrasto al terrorismo jihadista e ai gruppi ribelli.
Il Mali ospita vari gruppi con ideologie e obiettivi diversi, principalmente divisi tra islamisti, legati ad al Qaida e allo Stato Islamico, e indipendentisti delle regioni settentrionali. I gruppi responsabili degli attacchi recenti sono Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin (JNIM), alleato di al Qaida, e il Fronte per la liberazione dell’Azawad (FLA), un’organizzazione separatista legata ai tuareg del nord.
La giunta di Goita ha criticato l’inefficienza delle forze francesi contro il terrorismo, portando alla sospensione della cooperazione con la Francia nel 2021. Il 17 febbraio 2022, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato il ritiro delle truppe dal Mali, mentre il governo maliano si avvicinava alla Russia, supportata da campagne di disinformazione anti-francese.
I mercenari, inizialmente parte del gruppo Wagner, dopo il tentativo di colpo di stato del leader Yevgeny Prigozhin nel 2023, sono stati assorbiti dall’esercito russo e ora operano sotto il nome Africa Corps, con l’intento di espandere l’influenza russa in Africa.
Tuttavia, i risultati ottenuti dai mercenari russi in Mali sono stati modesti; attualmente si stima la presenza di circa 2.500 uomini, per lo più impegnati nell’addestramento e supporto delle forze maliane, la cui ultima vittoria significativa risale al 2023, con la riconquista di Kidal, ora di nuovo sotto assedio.
Secondo Wassim Nassr, esperto di difesa nell’area del Sahel, il fallimento della campagna russa è dovuto alla mancanza di risorse e mezzi, con i mercenari meno equipaggiati rispetto ai soldati francesi, privi ad esempio di aerei per la sorveglianza del vasto territorio desertico. Inoltre, tra i soldati maliani c’è un crescente malcontento per le disuguaglianze salariali e i frequenti episodi di razzismo.
I mercenari russi sono anche accusati di crimini contro i civili, con episodi di violenza pare registrati a Mora, dove nel marzo 2022 oltre 500 persone sono state uccise in una settimana. Nonostante ciò, la giunta militare mantiene l’alleanza con la Russia, mentre i ribelli pianificano nuovi assalti a Gao, Timbuctù e Menaka, con l’obiettivo finale di estorcere il ritiro completo delle truppe russe. Se dovessero ottenere questi obiettivi, il Mali rischierebbe di diventare il primo paese governato da al Qaida.
Attualmente, secondo gli analisti, tale scenario è ancora lontano, ma la prospettiva di una conquista delle regioni settentrionali e un’influenza decisa nella nomina di una giunta più favorevole rimane concreta.