Attacco jihadista in Mali provoca decine di vittime
Mercoledì sera, un gruppo di uomini armati ha attaccato due centri abitati nella regione di Mopti, nella parte centrale del Mali, causando la morte di numerosi civili. Gli attacchi sono stati rivendicati dal Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin (JNIM), un gruppo legato ad al Qaida, che lo scorso 25 aprile aveva già orchestrato attacchi coordinati in diverse aree del Mali in collaborazione con il Fronte per la liberazione dell’Azawad (FLA), un’organizzazione separatista principalmente composta da persone di etnia tuareg, riporta Attuale.
Attualmente, il numero esatto delle vittime rimane incerto. Fonti di sicurezza citate da Agence France-Presse indicano che sarebbero almeno 30, mentre tre testimoni intervistati da Reuters hanno riferito di circa una cinquantina di deceduti. Questi eventi rappresentano gli attacchi più gravi dall’incidente coordinato avvenuto due settimane fa.
In Mali, l’insurrezione dei gruppi jihadisti e dei ribelli indipendentisti loro alleati va avanti da mesi e si è intensificata nelle ultime settimane. JNIM e FLA sono riusciti a conquistare diverse città, inclusa Kidal, ora abbandonata dalle forze russe. Le due fazioni puntano a prendere il controllo dell’intero paese, assediando la capitale Bamako. Tra i recenti eventi significativi si ricorda l’omicidio del ministro della Difesa Sadio Camara, avvenuto il 25 aprile in un attentato mirato, un grave colpo per la giunta militare che governa il Mali in modo autoritario dal 2021.