Chi finanzia la Global Sumud Flotilla? Le accuse di Israele sul coinvolgimento di Hamas

30.04.2026 16:35
Chi finanzia la Global Sumud Flotilla? Le accuse di Israele sul coinvolgimento di Hamas

Roma, 30 aprile 2026 – “Dietro la Global Sumud Flotilla c’è Hamas”, afferma il governo israeliano, giustificando l’intervento notturno al largo della Grecia per fermare la spedizione umanitaria verso Gaza, la seconda dopo quella di ottobre, che ha portato al sequestro delle barche e all’arresto degli attivisti. Secondo Tel Aviv, Hamas sarebbe promotore e finanziatore della Flotilla, insieme a varie “organizzazioni internazionali”. Il ministro della Difesa Katz ha già annunciato sanzioni contro la “campagna di finanziamento dal basso” della missione, mirate a dissuadere i donatori dal sostenere un’organizzazione considerata terroristica. Tuttavia, non ci sono dettagli precisi su queste sanzioni né sui destinatari specifici. La designazione della Flotilla come “organizzazione terroristica” consente a Netanyahu di ordinare il sequestro dei beni, in conformità alle leggi israeliane, riporta Attuale.

Il crowdfunding e la comunità palestinese

La Global Sumud Flotilla si propone come un movimento civile e umanitario “indipendente, internazionale e non affiliato a nessun governo”. Stando agli organizzatori, non riceve finanziamenti governativi e si sostiene grazie ai contributi della “comunità della diaspora palestinese” e alle donazioni di persone comuni provenienti da tutto il mondo. La flotta dipende dal volontariato degli attivisti, e gli portavoce e gli organizzatori non percepirebbero stipendi.

Tutti i fondi raccolti attraverso il crowdfunding vengono destinati “direttamente ai costi operativi”, come dichiara GSF, che include acquisto e preparazione delle imbarcazioni, carburante, forniture, dispositivi di sicurezza e formazione dei partecipanti. Le donazioni provenienti dalla “comunità della diaspora palestinese” e da altri “sostenitori” finanziano “l’infrastruttura più ampia del movimento”, come i viaggi degli organizzatori, la formazione delle delegazioni nei paesi partecipanti, comunicazione, tecnologia e formazione politica.

Le accuse di Israele

Israele sostiene che la comunità palestinese all’estero abbia legami con Hamas, in particolare attraverso il Congresso Popolare dei Palestinesi all’estero, tramite la figura di Saif Abu Kashk. Secondo un rapporto del governo Netanyahu, il GSF include gruppi come Fossil Free Palestine, impegnata in questioni ambientali ma accusata di propagare ideologie estremiste, e associazioni come Justice for All e Palestine Solidarity Forum, supportate da studenti e gruppi culturali in Europa e Nord America che hanno organizzato cortei e manifestazioni. La Flotilla ha sempre negato legami con gruppi armati e al momento non ci sono prove confermate da fonti indipendenti.

La raccolta di Banca Etica

In Italia, un’iniziativa di crowdfunding per la Flotilla è stata recentemente avviata da Banca Etica sulla piattaforma ‘Produzioni dal basso’. L’iniziativa, presentata il 23 aprile scorso alla Camera dei Deputati, ha visto l’affermazione del referente per la raccolta fondi di Banca Etica, Francesco Carfì: “Rifiutiamo da sempre di investire in armi e petrolio, così come in titoli di Stato israeliani, e in tutte le aziende incluse nella lista ONU delle realtà che traggono profitto dall’occupazione illegale della Palestina – siamo orgogliosi di supportare gli attivisti della Global Sumud Flotilla in questa missione importante”. Una settimana fa, la somma raccolta era già di 10mila euro.

La fondazione spagnola

GSF ha recentemente formalizzato la sua struttura finanziaria, istituendo una fondazione (la “Fundacion Global Sumud Flotilla”), registrata in Spagna, attraverso la quale transiterebbero tutti i fondi. La compravendita delle imbarcazioni sarebbe gestita da “una società operativa partner”. “È tutto verificabile e rendicontabile”, assicura l’organizzazione, pur rimanendo ancora scarse le informazioni disponibili su questa fondazione.

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