Parma, 30 marzo 2026 – Si stringe il cerchio attorno agli autori del clamoroso furto d’arte messo a segno ai danni della Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo, nel parmense. Un Renoir, un Matisse e un Cezanne sono stati sottratti in un lampo nella notte tra il 22 e il 23 marzo. I carabinieri, coordinati dalla Procura di Parma, stanno lavorando incessantemente sulle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, riporta Attuale.
La banda nei video di sorveglianza
I dispositivi hanno immortalato un gruppo composto da almeno 4 malviventi, tutti con il volto travisato da cappucci, mentre si introducevano furtivamente nella tenuta. Un altro filone fondamentale dell’indagine riguarda i rilievi scientifici: gli inquirenti cercano tracce biologiche o impronte che la banda potrebbe aver commesso l’errore di lasciare sul posto, in particolare su un quarto quadro che i ladri hanno dovuto abbandonare all’interno del museo nel momento in cui è scattato il sistema d’allarme.
Il blitz fulmineo
I ladri sono riusciti a penetrare nella vasta proprietà dopo aver segato le sbarre di un cancello perimetrale. Successivamente, si sono diretti verso la struttura principale, forzando e divellendo un pesante portone d’ingresso.
Secondo quanto ricostruito e sostenuto dalla Fondazione stessa (che ha tempestivamente sporto denuncia), i malviventi sarebbero rimasti all’interno della “Villa dei Capolavori” – che ospita la prestigiosa collezione permanente di Luigi Magnani – per un tempo strettissimo: meno di tre minuti. Un’azione fulminea, interrotta dall’allarme acustico che ha svegliato e allertato diversi residenti della zona.
Tuttavia, gli investigatori ipotizzano che la durata complessiva dell’operazione sia stata inevitabilmente superiore: per coprire la distanza dal cancello manomesso all’ingresso della villa, e per poi darsi alla fuga correndo attraverso i campi circostanti fino a raggiungere una strada secondaria dove, presumibilmente, li attendeva un complice a bordo di un mezzo, i tempi logistici si dilatano ben oltre i 180 secondi.
Un bottino da oltre 9 milioni di euro
Se il tempo d’azione è stato minimo, il valore del bottino asportato è invece immenso. Le opere trafugate sono di piccole dimensioni – dettaglio che ne ha facilitato il rapido trasporto – ma di caratura importante.
Il pezzo di maggior pregio è senza dubbio ‘Les Poissons’, un meraviglioso olio su tela del maestro impressionista Pierre-Auguste Renoir, la cui valutazione si aggira intorno ai 6 milioni di euro. A questo si aggiunge la ‘Natura morta con ciliegie’, un prezioso acquerello di Paul Cézanne, stimato circa 3 milioni di euro. Infine, i criminali hanno portato via ‘L’odalisca sulla terrazza’ di Henri Matisse, un’opera valutata svariate decine di migliaia di euro. Un danno al patrimonio artistico da almeno nove milioni di euro complessivi, su cui ora le forze dell’ordine cercano di fare luce nel più breve tempo possibile per evitare che le opere finiscano nel mercato nero internazionale.
Il sindaco: “Colpita l’identità della nostra comunità”
“Esprimo profondo sgomento per quanto accaduto, un fatto che colpisce non solo un patrimonio artistico di straordinario valore, ma l’identità stessa della nostra comunità. Confidiamo pienamente nel lavoro delle forze dell’ordine, e in particolare dei carabinieri, affinché si possa giungere rapidamente al ritrovamento delle opere e all’accertamento delle responsabilità”. Lo dice Simone Dall’Orto, sindaco di Traversetolo (Parma), in merito al furto dei tre quadri di artisti francesi dalla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano.
Ma che mondo stiamo vivendo?! Un furto così audace in una fondazione così rinomata! La nostra cultura messa in pericolo in un batter d’occhio… Spero davvero che i carabinieri riescano a risolvere in fretta, non possiamo permettere che questi ladri la facciano franca. È davvero frustrante!