Garante della Privacy intensifica le indagini sui siti sessisti
Garante della Privacy interviene con decisione sul fenomeno dei siti sessisti, che si caratterizzano per commenti pesanti e insulti su foto di donne, spesso rubate o condivise senza il loro consenso. “È fondamentale denunciare sempre e segnalare i casi, poiché si tratta di fatti gravissimi. Siamo da tempo in prima linea su questo fronte”, ha dichiarato la vicepresidente Ginevra Cerrina Ferroni. “L’Authority può procedere sia d’ufficio, come nel caso di Mia Moglie e Phica.eu, sia a seguito di segnalazioni da parte delle persone coinvolte. Incoraggio sempre a presentare un reclamo al Garante”, riporta Attuale.
In parallelo, la Commissione sui femminicidi avvierà un’inchiesta. “È la sede più competente per affrontare rapidamente e seriamente la questione”, ha affermato la Presidente Martina Semenzato. Le audizioni coinvolgeranno la Polizia Postale, i gestori delle piattaforme, le aziende e le donne e gli uomini coinvolti nelle varie vicende.
Nel frattempo, gli inquirenti stanno valutando un’azione più rigorosa nei confronti di server e provider, con le Procure che indagano sulle segnalazioni ricevute da chi, ignare, si è trovata esposta a commenti osceni o addirittura minacce di violenza.
Un aspetto importante riguarda l’identità del proprietario del sito in questione: sebbene riconducibile a una società bulgara, il titolare sarebbe un italiano, il che potrebbe facilitare le indagini. “In gioco ci sono vari profili di responsabilità“, ha continuato la vicepresidente del Garante Cerrina Ferroni. “Comprendono quelle dei gestori delle piattaforme che ospitano fattispecie di reato relative alla privacy; quelle di chi carica documenti, foto e video; e infine quelle relative alla miriade di commenti sessisti e violenti”.