Garlasco: utilizzo del Dna al centro dell’incidente probatorio sul delitto del 2007

28.09.2025 02:05
Garlasco: utilizzo del Dna al centro dell'incidente probatorio sul delitto del 2007

Delitto di Garlasco: svelate nuove informazioni cruciali durante l’udienza

Garlasco (Pavia), 28 settembre 2025 – I “dati grezzi” saranno inseriti in un software, per dare la risposta al quesito principale dell’incidente probatorio, quello sull’utilizzabilità delle tracce genetiche all’epoca estratte dai margini ungueali di Chiara Poggi. Indipendentemente dall’inchiesta sulla presunta corruzione che venerdì ha inevitabilmente sviato l’attenzione, non solo mediatica ma anche degli avvocati delle parti coinvolte, l’udienza che si è tenuta al Tribunale di Pavia davanti alla Gip Daniela Garlaschelli ha fornito alcuni tasselli in più su come sta procedendo l’inchiesta che vede indagato Andrea Sempio per il delitto del 13 agosto 2007 a Garlasco, riporta Attuale.

Oltre alla proroga di 70 giorni e all’udienza per le conclusioni slittata dal 24 ottobre al 18 dicembre, sono emersi i passaggi che mancano alla conclusione delle operazioni peritali. In particolare, la genetista Denise Albani ha confermato di aver ricevuto i ‘dati grezzi’ chiesti per dirimere il nodo cruciale sull’utilizzabilità dell’aplotipo Y che nel corso dell’Appello-bis nei confronti di Alberto Stasi (poi condannato in via definitiva) erano stati valutati dal perito Francesco De Stefano non utilizzabili per una comparazione, mentre successivamente le consulenze della difesa di Stasi prima e della Procura poi, avevano concluso con la possibile corrispondenza di Ignoto1 con l’indagato Andrea Sempio. “In sostanza – prova a spiegare Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi – pur non essendo dati affidabili e pur non potendo costituire elementi di identificazione personale, si farà una valutazione probabilistica del peso della supposta evidenza rispetto all’ipotesi accusatoria in termini di verosimiglianza”.

“È la sconcertante realtà: è parziale, è misto, è degradato, è incostante e inaffidabile nei risultati, manca o non è leggibile la documentazione analitica”, ha dichiarato Capra. “Ciononostante – aggiunge – inseriremo i dati in un software per vedere cosa ci dice”. Gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, difensori di Alberto Stasi, si sono detti “molto soddisfatti” dopo l’ultima udienza, proprio in prospettiva di un’utilizzabilità dei dati che potranno portare a una comparazione, nonostante le difficoltà ammesse dal perito, che ha dovuto chiedere una proroga. La Gip ha altresì nominato un nuovo perito dattiloscopista, Giovanni Di Censo, per affiancare Domenico Marchigiani nell’analisi delle impronte sulla spazzatura e sui fogli di acetato, dopo che lo scorso 10 settembre erano state rilevate 8 impronte che devono ora essere valutate se attribuibili ed eventualmente da comparare.

Inoltre, stanno proseguendo altre attività d’indagine della Procura, sia tradizionali che scientifiche, tra queste ultime la consulenza dell’antropologa e medico legale Cristina Cattaneo “per garantire una valutazione più ampia degli elementi raccolti, sia in sede medico-legale sulla vittima, sia sul luogo del delitto”, insieme agli esiti della consulenza del Ris di Cagliari con la Bpa (Bloodstain pattern analysis, l’analisi delle macchie di sangue).

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