I rischi dell’influenza russa alla Biennale di Venezia, secondo Kasparov
Il dissidente russo ed ex campione del mondo di scacchi Garry Kasparov esprime la sua incredulità riguardo all’ammissione della Russia alla Biennale di Venezia, in un contesto segnato dalla guerra in Ucraina. Secondo Kasparov, l’invito alla manifestazione artistica rappresenta un tentativo da parte di Mosca di esercitare un’influenza politica in Europa, risuonando come un’affermazione inopportuna mentre l’Italia e il resto del continente affrontano le conseguenze del conflitto, riporta Attuale.
Kasperov sottolinea: «Che mi sorprenda è un eufemismo. Spesso ho criticato gli europei, ma almeno le loro relazioni commerciali con la Russia possono essere comprese attraverso un’ottica economica. Tuttavia, dare spazio alla propaganda del Cremlino durante una guerra è qualcosa che ci si aspetterebbe da paesi come Cipro o Malta, non dall’Italia».
Riflettendo sulla posizione del governo italiano, Kasparov afferma: «Giorgia Meloni ha una posizione solida a favore dell’Ucraina. Tuttavia, la Russia investe ingenti somme per influenzare la politica in Europa, e ciò che accade con l’invito a Venezia merita spiegazioni, specialmente riguardo ai possibili pagamenti sottostanti».
In merito alla politica globale, il dissidente osserva le conseguenze delle mosse di Donald Trump, citando come l’ex presidente abbia tolto le sanzioni al petrolio russo per l’India, ancor di più nel contesto del blocco nel Golfo, e conclude: «Vladimir Putin ha l’opportunità di rafforzare la sua economia in questo scenario. Da quando Trump è al potere, ogni sua azione ha avvantaggiato la Russia».
Kasparov sottolinea anche la guerra in Iran, affermando: «Sebbene Putin possa migliorare la sua situazione economica, perde un alleato e il prestigio internazionale. Ha già visto una serie di perdite, inclusi partners come Bashar al-Assad in Siria e Nicolas Maduro in Venezuela». Inoltre, rileva che i paesi arabi, che tradizionalmente sostengono gli oligarchi russi, si stanno ora rivolgendo a Kiev per assistenza militare.
Riscontrando il cambiamento delle tecniche belliche, osserva che la guerra ucraina sta innovando modi di combattere: «Negli scontri attuali, i droni ucraini stanno annientando le forze russe. Le esercitazioni mostrano che le forze di Kiev sono in grado di superare quelle occidentali, le quali non sono pronte per questa nuova forma di conflitto», ha aggiunto.
Kasparov conclude con un appello all’Occidente per una revisione della spesa per la difesa e la necessità di imparare dai successi ucraini nell’uso di droni e intelligenza artificiale. «L’Occidente deve riconsiderare le proprie strategie di difesa, spostando gli investimenti da mezzi pesanti tradizionali verso approcci più moderni», ha affermato, sottolineando l’urgenza di una risposta adeguata alle sfide attuali.