Genitori della famiglia del bosco chiedono la revoca dell’assistente sociale per comportamento ostile

29.01.2026 10:55
Genitori della famiglia del bosco chiedono la revoca dell'assistente sociale per comportamento ostile

Chieti, 29 gennaio 2026 – La famiglia del bosco ha formalmente accusato l’assistente sociale Veruska D’Angelo di parzialità e di non aver adempiuto al proprio ruolo con l’imparzialità richiesta. Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas hanno presentato un esposto chiedendo la revoca dell’assistente sociale in vista dei test psicologici disposti dal Tribunale dei minorenni sui genitori, che vivono in un casolare fatiscente di Palmoli insieme a tre bambini piccoli, due gemelli di 6 anni e una bimba di 8, il cui inizio è previsto per domani, riporta Attuale.

La famiglia è divisa ormai dal 20 novembre scorso, con la madre e i bambini trasferiti in una comunità a Vasto, mentre il padre è separato da loro.

Gestione “ostile e manchevole”

Nel documento di otto pagine, i legali descrivono un “conflitto personale” e una gestione “ostile e manchevole” da parte dell’assistente sociale nei confronti della famiglia. L’istanza di Femminella e Solinas analizza le ricostruzioni fornite da D’Angelo, sottolineando la sua chiusura alle richieste fatte dai bambini, inclusa la possibilità di telefonate con nonni e parenti e incontri con amici. D’Angelo si sarebbe opposta a tali richieste, nonostante i bambini stiano attualmente vivendo con la madre in una casa famiglia.

Gli incontri con la scorta dei carabinieri

Gli avvocati contestano anche le modalità degli incontri, con la scorta dei carabinieri, avvenuti nel casolare prima della sospensione della responsabilità genitoriale. Critiche sono state sollevate anche rispetto alla ricostruzione di un episodio di intossicazione da funghi, che i legali considerano erroneamente classificato come avvelenamento. Viene anche contestata la presunta violazione del Codice deontologico professionale, con la critica rivolta all’assistente sociale che “privilegia lo sviluppo della sfera emotiva a discapito di quella cognitiva”, un approccio evidenziato da una relazione dello scorso dicembre.

Per gli avvocati, questi comportamenti dimostrerebbero un forte pregiudizio, con D’Angelo che si sarebbe proclamata “censore”, giudicando “sbagliati” metodi educativi diversi dai suoi e imponendo correzioni tramite l’autorità pubblica. Inoltre, è contestato il “principio di riservatezza”, poiché avrebbero rilasciato dichiarazioni alla stampa.

L’intervento del Garante

Ieri, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha preso posizione sugli allontanamenti dalle famiglie di bambini e ragazzi. Marina Terragni, in un documento intitolato “Prelevamento dei minori, facciamo il punto”, ha dichiarato che “l’allontanamento di un minore dalla famiglia deve tornare a essere una misura eccezionale, da adottare solo in situazioni di grave pericolo”. L’articolo 403 del Codice civile prevede il prelevamento forzoso solo per proteggere i bambini in stato di abbandono morale o materiale da rischi imminenti.

Tuttavia, è stato osservato che spesso gli allontanamenti avvengono anche a causa di conflitti tra genitori, in contrasto con il diritto dei minori di crescere nella propria famiglia. Terragni ha anche precisato che “non è previsto” che siano le forze dell’ordine a intervenire nei prelevamenti, a meno che non si tratti di situazioni di emergenza. In caso di resistenza da parte del minore, il trasferimento deve essere immediatamente sospeso e riferito al giudice competente.

Il documento mette in evidenza la necessità di ascoltare direttamente i minori da parte del giudice, una pratica che “non sempre viene rispettata”. I minori allontanati dovrebbero essere collocati in una famiglia, anche tra parenti, e l’uso di strutture di accoglienza dovrebbe essere l’ultima risorsa. Questa situazione ha un costo significativo per la spesa pubblica, ammontando a oltre 1,3 miliardi di euro all’anno, risorse che potrebbero essere utilizzate per sostenere direttamente le famiglie e prevenire separazioni non necessarie e traumi aggiuntivi per i bambini.

1 Comment

  1. Incredibile come certe persone, che dovrebbero tutelare i più vulnerabili, riescano a comportarsi in modo tanto scorretto. Speriamo che la giustizia faccia il suo corso e che i bambini possano finalmente vivere senza conflitti e con più amore. C’è qualcosa che non va in questo sistema…

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