Gentiloni avverte: il documento Usa segna il divorzio transatlantico e critica Meloni per la sua miopia

07.12.2025 08:05
Gentiloni avverte: il documento Usa segna il divorzio transatlantico e critica Meloni per la sua miopia

Il divorzio transatlantico secondo Gentiloni

L’ex premier Paolo Gentiloni ha descritto il documento sulla strategia di difesa nazionale degli Stati Uniti come un epitaffio delle relazioni transatlantiche e una sentenza di divorzio dall’Europa. In un’intervista a La Stampa, Gentiloni ha evidenziato le due principali ragioni alla base di questo cambiamento. «La prima concerne la cultura Maga: il manifesto della Heritage Foundation chiamato “Progetto 2025” mirava a smantellare l’Unione Europea, vista come un ostacolo ai nazionalismi. La seconda ragione è che Trump percepisce l’Europa come una proiezione dei suoi nemici interni. Tutto ciò che detesta, dal woke al melting pot, è, a suo avviso, colpa nostra, necessitando così di un nemico esterno», riporta Attuale.

L’ombra dell’alleanza atlantica esterna

Gentiloni prosegue affermando che «nel documento si afferma chiaramente la necessità di prevenire l’espansione della NATO, una frase tipicamente usata da Putin. Nei famosi 28 punti del piano di pace per l’Ucraina, al punto 4 si propone un dialogo tra Russia e NATO mediato dagli Stati Uniti. Chi conosce la NATO comprende che questa coincide con gli Stati Uniti. L’autore del documento, chiunque esso sia, sembra già pensare a un’Alleanza atlantica esterna all’America», spiega. Inoltre, sottolinea una contraddizione nel comportamento statunitense: «C’è il desiderio di rinchiudersi, ma al contempo di esercitare un dominio economico attraverso il predominio tecnologico e delle regole americane, dalla intelligenza artificiale al quantum computing. Dalle cannoniere agli algoritmi.

E Giorgia Meloni?

Riguardo a Giorgia Meloni, Gentiloni moderatamente osserva che «per fortuna non è Gianni Infantino (il presidente della FIFA che ha premiato Trump per la pace poco tempo fa). Finora, nel contesto cruciale dell’Ucraina, ha cercato di mantenere una posizione stabile. Tuttavia, minimizzare è miope», osserva Gentiloni. «Il rischio è che si trovi in una situazione difficile mentre i continenti si allontanano», aggiunge.

Cosa dovrebbe fare l’Ue secondo Gentiloni

Gentiloni ritiene che i leader europei «debbano prendere atto di quanto sta accadendo e agire responsabilmente. La posizione americana sull’Ucraina è chiara: la Russia non è una minaccia, siete voi europei ad essere ossessionati. I leader europei devono invece comunicare a Mosca il loro continuo supporto per l’Ucraina, affinché questa possa difendersi». Sottolinea anche: «Il documento fa intendere che ci si deve astenere dal coinvolgimento in conflitti non rilevanti per noi e concentrarsi sugli interessi economici. È un approccio legittimo, ma l’America è diventata una superpotenza proprio quando ha scelto di non isolarsi». Gentiloni è convinto che l’Ucraina potrà continuare la sua difesa grazie al supporto dell’Unione Europea: «Con l’aiuto europeo, assolutamente sì, e bisogna avere il coraggio di affermarlo. Non si sostituisce l’intero sistema di difesa americano in pochi giorni, è chiaro, ma dobbiamo ricordare che l’Europa è una potenza economica di gran lunga superiore alla Russia. Dall’anno scorso, da Washington non è arrivato nulla; Kyiv resiste grazie al nostro supporto. Non sottovaluto il contributo logistico e di intelligence statunitense, tuttavia, se Trump decidesse di ritirarsi, non dobbiamo necessariamente seguirlo», conclude Gentiloni.

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