Successo di Giani nelle elezioni regionali in Toscana: la partecipazione al voto ai minimi storici
Firenze, 13 ottobre 2025 – La suspense in Toscana dura giusto il tempo degli scrutini di un pugno delle 3.922 sezioni appena chiuse. Alle 15,20 il verdetto è già vergato nero su bianco sugli schermi dei pc degli addetti ai lavori: Eugenio Giani, governatore uscente del Pd e candidato al bis, stacca subito di dieci punti percentuali lo sfidante Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia quota FdI. Una forchetta i cui pettini si allargheranno nel pomeriggio fino al 13%, dato confermato nella serata che segna comunque una pagina nera per la partecipazione al voto in Toscana, il 47,7% mai così bassa nella storia, riporta Attuale.
Con il 53,9% dei consensi contro il 40,8% del competitor, Giani – sostenuto da un campo largo, composto da Pd, Avs, 5 Stelle e dalla civica Casa Riformista – si riaccomoda sulla poltrona, vista Duomo, di Palazzo Strozzi Sacrati. Confermati i pronostici secondo i quali per il centrodestra il fortino rosso d’Italia resta sostanzialmente inscalfibile, la tornata elettorale toscana lascia comunque diversi spunti da annotare sul taccuino.
La vittoria attesa come primo riscatto delle scoppole prese dal centrosinistra nelle Marche e in Calabria è una vittoria dello stesso Eugenio Giani più che del campo largo, che non esce dalle urne in forma smagliante. Giani, di formazione socialista e poi bonacciniano doc, ha accolto più o meno obtorto collo il progetto di allargare la coalizione con Avs e 5 Stelle, ma, ricucendo abilmente il consenso moderato, avrà domani da mettere sul tavolo numeri non esattamente ‘di sinistra’.
Due dati chiave emergono: l’exploit dell’8,8% della sua lista civica Casa Riformista, in cui si annida la ‘tenda’ di Renzi, che supera un’Avs comunque in buona salute (7%), mentre il Movimento 5 Stelle si ferma a un deludente 4,3%. Giani ha mantenuto il Pd intorno a un dignitosissimo 35% (crollato però al 27% a Firenze), senza troppi laccioli progressisti.
Frente centrodestra, Tomasi, meloniano dai toni pacati e costruttivi, ha fatto quel che ha potuto. La sua civica ha fatto flop fermandosi al 2,8% e la Lega è rimasta poco sopra il 4%. Tuttavia, Fratelli d’Italia incassa un eccellente 26,7%, mentre i forzisti superano il 6%, con un finale del 40,8% identico a quello ottenuto dal centrodestra cinque anni fa. La preparazione di Tomasi ha subito un ritardo a causa della sua ufficializzazione solo alla fine dell’estate, causando una perdita di tempo prezioso.
Infine, la sorpresa: l’exploit di Toscana Rossa e di Antonella Bundu, volto storico della sinistra radicale fiorentina. Contrariamente a ogni previsione, Bundu supera il muro del 5%, ma i suoi sostenitori votano solo per il suo nome, non per la lista, il che la esclude dal consiglio con un riscontro finale del 4,5%.