Gilles Kepel: «L’alleanza tra jihadisti ed estrema sinistra minaccia l’idea di Occidente»

01.11.2025 07:45
Gilles Kepel: «L'alleanza tra jihadisti ed estrema sinistra minaccia l'idea di Occidente»

Gilles Kepel avverte: la nuova alleanza tra sinistre estremiste e radicali islamici è indissolubile

GARGAGNAGO (Verona) – L’intellettuale francese Gilles Kepel ha messo in guardia sui pericoli rappresentati dalla nuova alleanza tra sinistre estremiste e islamici radicali in Europa, sottolineando che ci troviamo di fronte a una situazione critica in Francia, Italia e oltre. In occasione del decimo anniversario dell’attentato al Bataclan del 13 novembre 2015, che causò la morte di 137 persone, ha presentato il suo ultimo libro, nel quale espone i rischi legati a questo fenomeno, riporta Attuale.

A 70 anni, l’ex docente parigino ha tracciato il suo cammino intellettuale, partendo da giovane trotskista e ammiratore dei movimenti arabi contro le dittature del Medio Oriente fino ad arrivare allo studio del jihadismo, ammettendo di aver vissuto sotto scorta per le minacce ricevute dai gruppi filo-Isis. Lo abbiamo incontrato mentre riceveva il Premio Masi e ci ha parlato della sua opera Antiterrorisme, scritta assieme a Jean-François Ricard, ex procuratore francese che ha dedicato la vita alla lotta contro il terrorismo islamico.

Può descriverci questa alleanza che lei chiama «islamogoscista»?
«Vista dall’esterno sembrerebbe contronatura, perché la maggioranza dei militanti della sinistra europea è tradizionalmente atea. Ma pensano che gli immigrati musulmani rappresentino il nuovo proletariato e per loro la vecchia parola d’ordine “proletari di tutto il mondo unitevi” è sostituita da “Allahu Akhbar”. Ma tutto sommato la nuova formula funziona. Il vecchio scontro di classe viene rimpiazzato da quello etnico-religioso, con fratture insanabili destinate a peggiorare», ha affermato Kepel.

Che riflessi sui ProPal?
«La bandiera palestinese sventolata nelle piazze è assurta a simbolo della lotta contro tutte le ingiustizie. Si osserva benissimo anche in Italia: le manifestazioni per Gaza diventano un pretesto per rivendicazioni politiche e sociali», ha aggiunto.

Come il Vietnam oltre mezzo secolo fa?
«Simile, ma ancora di più. La differenza è che nelle piazze del ’68 non c’erano vietnamiti. Oggi nel nostro Paese ci sono molti arabi, anche palestinesi. Oltre il 10% della società francese è di origine araba e questa percentuale è in crescita.», ha spiegato.

Preoccupato?
«Descrivo la situazione. Vediamo la crescita esponenziale della destra francese anti-migranti. Il Rassemblement National è il favorito nelle prossime elezioni. L’aspetto paradossale è che Marine Le Pen non potrà presentarsi a causa di incriminazioni. In caso di vittoria delle destre, il prossimo presidente sarà il suo vice: Jordan Bardella, di origini italiane e tunisine. Avremmo il primo presidente di estrema destra in parte arabo, davvero curioso!», ha detto.

Quale elemento la inquieta di più?
«I giovani d’origine araba hanno studiato nelle nostre scuole e usufruito dei nostri sistemi sociali, ma hanno scelto la dimensione identitaria. I loro padri erano più integrati. Oggi i figli non credono più nello scontro tra Occidente e Russia, ma in quello tra Nord e Sud, tra ex Paesi coloniali e meridione del mondo sfruttato. Il Sud globale diventa portavoce delle ingiustizie, permettendo ai dittatori africani e mediorientali di deviare le critiche contro l’UE e gli USA», ha concluso Kepel.

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