Fondate ad Alessandria d’Egitto nel 1951, le manifestazioni sportive più importanti stanno per tornare in Italia nel 2026. Tuttavia, i recenti cambiamenti di governo hanno rallentato l’implementazione dei lavori: quali sono i principali problemi da affrontare e i cantieri da completare, riporta Attuale.
Nei due anni a venire, l’Italia si preparerà a diventare un palcoscenico per eventi sportivi di altissimo livello. L’attenzione è rivolta in particolare alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, che si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio 2026. Non trascuriamo però l’America’s Cup, il torneo di vela più prestigioso a livello mondiale, previsto a Napoli nel 2027. Un altro appuntamento significativo è rappresentato dai Giochi del Mediterraneo, dal 21 agosto al 3 settembre 2026, che si svolgeranno principalmente a Taranto e coinvolgeranno le province circostanti. Il programma prevede 29 discipline e un investimento di 275 milioni di euro, coinvolgendo tutte le nazioni rivierasche del Mediterraneo, ad eccezione di Israele. Questo sarà il ventesimo anniversario dell’evento, il secondo in Puglia dopo Bari nel 1997. Le difficoltà non sono mancate: ci sono stati ritardi, cambiamenti ai vertici del comitato organizzatore e problematiche logistiche e organizzative. «Dobbiamo, vogliamo e dimostreremo di essere in grado di farlo – assicura il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi a Open, aggiungendo che l’attenzione verrà riservata anche ai Giochi del Mediterraneo, che hanno un’importanza non solo sportiva ma anche geopolitica», spiega. Tuttavia, permangono diversi punti critici.
I giochi e il tentativo di rilancio della città
I Giochi del Mediterraneo, sostenuti dal Comitato internazionale, sono stati accolti favorevolmente quando la candidatura di Taranto è stata approvata il 24 agosto 2019. Questo è diventato un catalizzatore per rigenerare l’intera città, storicamente collegata all’acciaieria dell’Ilva. La preparazione richiede l’efficace coordinamento tra la Regione Puglia, il Governo e il Comune, con supporto da parte dell’Asset (Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio). Gli interventi significativi includono lo Stadio del Nuoto e il Centro nautico, oltre alla ristrutturazione di impianti preesistenti. In totale, si prevedono circa quaranta interventi distribuiti in tutta la regione, da Grottaglie a Massafra. All’inizio della fase di sviluppo, nel 2022, il Governo Draghi ha destinato 150 milioni di euro al progetto, ma la situazione cambia con l’insediamento di Giorgia Meloni.
L’insediamento del governo Meloni
Con l’arrivo del nuovo governo, dalle autorità è stato deciso di commissariare i Giochi: il vecchio comitato è stato sciolto e ricostituito con al timone Massimo Ferrarese, che svolge il doppio ruolo di presidente del comitato organizzatore e commissario straordinario per le opere. Questa scelta è interpretata da alcuni come un modo dell’esecutivo per prendere le redini dell’evento dalle mani di Michele Emiliano, presidente della Regione e del centrosinistra. Il governo ha sostenuto che si è trattato di una necessità, come spiega Abodi: «Quando siamo arrivati, abbiamo trovato documenti ma né piani attuativi concreti». È stata quindi disposta l’assegnazione di ulteriori fondi: 125 milioni dall’ex ministro del Pnrr e degli Affari europei, Raffaele Fitto, e 25 milioni dallo stesso Abodi.
I ritardi segnalati dalla Corte dei Conti
Intanto, i piani iniziali sono stati riesaminati e modificati. Nel mese di giugno, la Corte dei Conti ha pubblicato un documento indirizzato al comitato, sottolineando diverse criticità che necessitano di un monitoraggio attento. Tuttavia, Abodi afferma che «la valutazione della Corte rispecchia situazioni antecedenti all’arrivo di questo governo e alla nuova struttura organizzativa di Taranto 2026». Tra i cantieri citati, figura lo Stadio Ettore Giardiniero di Lecce, con un progetto di copertura volto a richiamare l’elemento marino. A giugno, la Corte ha avvertito di «ritardi nell’avvio della gara d’appalto, programmata per gennaio 2025», mentre il bando è stato pubblicato ufficialmente solo il 12 agosto, con un ritardo di otto mesi.
Il centro nautico, i campi da tennis e il campo atletica
Il giorno prima, l’11 agosto, è stato pubblicato il bando per il centro nautico di Torpediniere, un’opera importante che si estende su una superficie di circa 1.800 metri quadrati, riguardando un edificio esistente, l’ex Deposito Gamelle. La Corte ha annunciato un «ritardo di dieci mesi sul cronoprogramma». Ritardi sono stati segnalati anche per il Centro sportivo “Magna Grecia”, dove si stanno costruendo otto campi da tennis (una dilazione di tre mesi), e per lo Stadio Erasmo Iacovone a Taranto, dove la demolizione della precedente struttura è già avvenuta, ma i lavori sul secondo lotto non sono ancora iniziati, e non è stata fornita una data di avvio. Quattro mesi di ritardo sono stati riscontrati anche per il Palaricciardi, il campo di atletica indoor.
L’ospitalità degli atleti e la produzione televisiva
Il governo sta cercando di affrontare alcune problematiche complesse, come sottolineato dal ministro, che include l’ospitalità di atleti, tecnici e dirigenti e la logistica dei trasporti. È stata adottata la decisione di non alloggiare gli atleti in un villaggio ma di utilizzare due navi da crociera, con un costo di circa 25 milioni di euro ciascuna. Questa scelta ha generato non poche critiche, in particolare tra coloro che speravano in una struttura riutilizzabile in futuro, come ad esempio per studenti. Resta anche da affrontare la consistente questione della produzione televisiva, che deve attrarre un pubblico ben oltre i confini mediterranei. Il governo è dunque impegnato a definire strategie che garantiscano massima visibilità all’evento.
Un’altra sfida significativa riguarda la ricerca di sponsor e la comunicazione, che risulta ancora debole; molti cittadini italiani non sono nemmeno consapevoli dell’esistenza dei Giochi del Mediterraneo. «A settembre partirà una campagna comunicativa di rilievo e si chiuderanno i primi contratti di sponsorizzazione», annuncia. Per quanto riguarda la vendita dei biglietti, che deve ancora iniziare, Abodi comunica: «La vendita aprirà probabilmente a metà autunno. Attualmente, il panorama mediatico è dominato dalle Olimpiadi Milano-Cortina, e ciò influisce sia sulla sfera commerciale sia su quella dei biglietti; quindi sarà essenziale gestire con perizia questo sovrapporsi».