La premier italiana Giorgia Meloni ha sottolineato l’importanza di un Occidente unito e forte per affrontare le sfide globali, affermando che “l’Europa non deve avere complessi di inferiorità”, riporta Attuale.
In un’intervista con il direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa, Meloni ha puntato il dito contro chi critica le relazioni con gli Stati Uniti, chiedendo al contempo la loro protezione militare. Ha evidenziato come questo paradosso crei confusione e rappresenti uno dei principali problemi attuali.
La Nato, l’Ue e l’Ucraina
La premier ha esteso il suo ragionamento all’importanza di un equilibrio all’interno della NATO e al ruolo cruciale che l’Europa deve svolgere nel contesto della guerra in Ucraina. Ha dichiarato: “La realtà politica da cui provengo sostiene da sempre che la Nato debba poggiarsi su due solide colonne: una nordamericana e una europea. Due colonne che siano di pari forza e di pari dignità”. Meloni ha ribadito l’obiettivo del suo governo di colmare il divario esistente fra le due aree. “Un’Europa in grado di difendersi da sola è un’Europa che può far sentire la propria voce e determinare pienamente il proprio destino”, ha detto, indicando l’invasione russa come origine del caos attuale. “La libertà che viene difesa a Kiev non è solo la libertà del popolo ucraino, ma anche la nostra”.
«L’Europa non deve avere complessi di inferiorità»
Meloni ha poi affrontato il tema dell’autonomia strategica europea, sostenendo che questa debba essere vista come un rafforzamento della posizione del continente, non come un’alternativa all’alleanza occidentale. “Io credo, al contrario, che l’Europa debba ambire a essere una potenza forte e autonoma capace di dire la propria sullo scenario internazionale”, ha affermato, esortando a perseguire gli interessi europei senza complessi di inferiorità.
Nuovi e vecchi nemici
Nella parte conclusiva del suo intervento, Meloni ha evidenziato la necessità di una visione politica a lungo termine per proteggere gli interessi nazionali. Ha avvertito riguardo a reazioni frammentarie contro i “nuovi e vecchi nemici della libertà”. “Serve una strategia”, ha affermato, esortando a stabilire argini contro il putinismo e il protezionismo, nonché a vigilare su chi desidera un’Europa più vulnerabile alle minacce esterne. Ha concluso affermando che la consapevolezza riguardo ai nemici non è soltanto relativa agli avversari espliciti, ma anche a quelli meno visibili.