Tensioni in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario: i magistrati protestano contro la riforma della Giustizia

31.01.2026 11:45
Tensioni in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario: i magistrati protestano contro la riforma della Giustizia

In Italia, il dibattito sulla riforma della giustizia si intensifica, con i magistrati delle principali corti che esprimono critiche al ministro della Giustizia Carlo Nordio. Durante l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, il presidente della Corte d’Appello di Roma, Giuseppe Meliadò, ha sottolineato la centralità delle corti, ma ha avvertito della loro vulnerabilità di fronte a un’opinione pubblica che le percepisce come una minaccia anziché un regolatore della complessità sociale, riporta Attuale.

Gratteri: «Nordio parla di blasfemia? Inappropriato»

Questa cerimonia potrebbe segnare l’ultima inaugurazione celebrata dalla magistratura con il suo attuale assetto. La nuova riforma costituzionale proposta da Meloni e Nordio prevede la separazione delle carriere e degli organi di autogoverno di giudici e pubblici ministeri, modificando radicalmente l’architettura del sistema giudiziario. In risposta alla definizione di «blasfemia» data da Nordio, il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha commentato: «È un termine inappropriato. Il ministro Nordio conosce bene la lingua italiana, ma questa volta ha usato un termine non adeguato».

«Riforma disfunzionale ai reali bisogni della giustizia»

I magistrati colgono l’occasione per affermare la loro posizione sulla riforma. «Non è accettabile affermare che i giudici non siano sufficientemente terzi e imparziali, come se fossero influenzati dalle richieste del pubblico ministero. Se fosse vero, ci sarebbe una grave emergenza per lo Stato di diritto, ma non risulta segnalato da alcun organismo internazionale. La verità è che la magistratura italiana è un ordine statale sano», ha dichiarato il presidente della Corte d’Appello di Milano Giuseppe Ondei durante il suo intervento, che ha visto la presenza del ministro Nordio. Ha anche sottolineato che «questa riforma non inciderà in alcun modo sui tempi della giustizia, che nel nostro distretto sono accettabili, ma che a livello nazionale sono insopportabilmente lunghi». Sulla stessa linea si è espressa la presidente della Corte d’appello di Brescia Giovanna Di Rosa, che ha descritto la riforma come «disfunzionale ai reali bisogni della giustizia».

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