Dopo l’approvazione in commissione che ha ampliato l’ambito della riforma, provocando l’ira dell’opposizione, i meloniani stanno valutando nuove soluzioni. Fratelli d’Italia testimonia la volontà di concretizzare l’impegno assunto in commissione. Dopo aver ottenuto l’estensione del perimetro della legge elettorale al voto dei fuorisede, il partito di Giorgia Meloni è al lavoro su un emendamento per trasformare il tema in una proposta tangibile. Al momento, però, non esiste una bozza o un testo pronto per la presentazione, riporta Attuale.
All’interno di FdI, il dossier è aperto e l’idea in fase di sviluppo prevede di consentire ai fuorisede di selezionare in anticipo il luogo dove votare, attraverso un meccanismo simile a quello adottato per la scelta del medico di base da parte di chi vive temporaneamente lontano dalla residenza.
La proposta
Pur trattandosi ancora di un abbozzo, secondo fonti vicine al partito, questo è sufficiente per definire la posizione che FdI intende assumere: dimostrare che l’approvazione dell’allargamento deciso il 9 aprile in Commissione Affari costituzionali non è stata un gesto strumentale, come sostenuto dalle opposizioni, e che non è correlata alla controversia sul divieto di voto per i fuori residenza imposto per il referendum. Partiti come PD, M5s e Avs continuano a richiamare l’attenzione sulla legge delega sul voto ai fuorisede, già approvata alla Camera e ferma al Senato. «Potrebbe essere rapidamente approvata», sottolinea la dem Simona Bonafè, definendo il passaggio in commissione «l’ennesimo strappo istituzionale».
FdI ha una lettura differente. La proposta, secondo ambienti del partito, «ha a che fare con europee e referendum, mentre sulle politiche esiste un altro impianto». Pertanto, il centrodestra ha votato in commissione «per aprire a un ragionamento più ampio». Rivendicano: «Se c’è un barlume di speranza per il voto ai fuorisede è grazie al centrodestra». La prima sperimentazione «è stata voluta da noi», anche se sul referendum non si è riusciti a giungere a compimento.
Il modello medico di base
L’obiettivo ora è formulare una proposta in grado di affrontare la questione più delicata: il voto alle politiche. Secondo le fonti di FdI, collegi, distribuzione dei seggi e meccanismi elettorali complicano notevolmente il processo, soprattutto rispetto al tentativo intrapreso in occasione delle ultime europee.
Nel partito della premier, la posizione è sintetizzata come segue: il problema non è riconoscere il diritto, ma trovare un canale tecnico per esercitarlo senza alterare il funzionamento dell’apparato elettorale. In vista degli emendamenti, si lavora su un’ipotesi di scelta preventiva del domicilio elettorale, con una richiesta anticipata nel comune di studio o lavoro.
Questa strada è stata evocata anche da Giovanni Donzelli, che parlando a Will ha indicato come possibile soluzione proprio quella di «dare la possibilità di scegliere precedentemente» la sede di voto. Una sorta di «registrazione temporanea», valida per un periodo stabilito, permetterebbe di votare lontano dalla residenza. In FdI, il parallelismo è con altri diritti e servizi territoriali già riconosciuti a chi vive lontano da casa, a partire dal medico di base.
Il ruolo di Gioventù nazionale
«Per noi c’è il massimo interesse, arriverà il momento», assicura ad Open il capogruppo in Commissione Affari costituzionali Alessandro Urzì. Questo è un punto su cui insistono anche esponenti del mondo giovanile vicino a FdI. Andrea Piepoli, dell’esecutivo nazionale di Gioventù Nazionale, sottolinea «l’impegno del movimento sul voto ai fuorisede». È in corso una pressione sul partito nazionale per individuare una soluzione, insieme a un tentativo di rilancio comunicativo dopo una «campagna referendaria in cui la questione è stata mistificata».
Tra lunedì e martedì, è previsto un sit-in in piazza Montecitorio per rivendicare l’azione del governo e contestare quella che viene definita una «retorica falsa e pregiudiziale da parte della sinistra». «Se esiste ancora uno spazio per discutere del voto ai fuorisede bisogna ringraziare il centrodestra», è il messaggio su cui si punta a insistere.