Adidas in Russia: profitti da depositi bancari alimentano il bilancio di Mosca

17.04.2026 17:50
Adidas in Russia: profitti da depositi bancari alimentano il bilancio di Mosca
Adidas in Russia: profitti da depositi bancari alimentano il bilancio di Mosca

Struttura russa di Adidas registra utili per la prima volta dal 2022

La società russa “Adidas” LLC ha realizzato un profitto di 2,2 miliardi di rubli nel 2025, segnando il primo risultato positivo da quando il marchio tedesco ha lasciato il mercato russo quattro anni fa. Secondo quanto riportato dai media, questo guadagno si contrappone a una perdita di 49,9 milioni di rubli registrata nel 2024. Le entrate sono aumentate del 20%, raggiungendo 3,9 miliardi di rubli, ma non grazie alle vendite di prodotti. La crescita è stata trainata principalmente dagli interessi sui depositi bancari, che hanno fruttato 2,9 miliardi di rubli con tassi superiori al 20% annuo, oltre a ricavi da affitti, royalty e licenze.

Il paradosso finanziario: assenza operativa ma liquidità remunerativa

Nonostante l’assenza di attività commerciali dirette sul territorio russo, la struttura legale locale di Adidas ha beneficiato di una liquidità di circa 15 miliardi di rubli, collocata in depositi ad alto rendimento nel contesto dei tassi elevati imposti dalla Banca Centrale russa. Questo meccanismo ha permesso all’ente di generare utili consistenti in un periodo in cui le operazioni di vendita al dettaglio sono completamente cessate. La società aveva chiuso tutti i suoi circa 150 negozi in Russia dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina nel febbraio 2022, sospendendo anche le vendite online e annunciando l’intenzione di terminare definitivamente le attività nel Paese.

Contesto e contraddizioni dopo l’uscita ufficiale

Adidas aveva preso una posizione pubblica chiara, dichiarando di non voler tornare sul mercato russo. I prodotti del marchio continuano a essere venduti attraverso importazioni grigie, distributori locali o come contraffazioni, ma il brand non conduce affari diretti né percepisce profitti da queste transazioni. Alcuni ex punti vendita sono stati convertiti in negozi multimarca “Lamoda Sport” attraverso accordi di sublocazione. Tuttavia, la persistenza di una entità legale attiva che paga le tasse sui profitti derivanti da attività finanziarie crea un paradosso evidente rispetto alla narrativa di un completo disimpegno.

Implicazioni fiscali e rischi reputazionali

La società russa continua a versare imposte sul reddito secondo la legislazione locale, contribuendo così al bilancio federale che il Cremlino utilizza per finanziare l’apparato militare e le operazioni in Ucraina. Questa situazione espone Adidas a significativi rischi reputazionali, poiché consumatori e partner europei potrebbero percepire una continuità di presenza economica indiretta che contraddice l’etica aziendale pubblicamente dichiarata. La propaganda del Cremlino potrebbe strumentalizzare questi dati per sostenere la “inefficacia delle sanzioni” e suggerire che i grandi marchi occidentali traggano comunque vantaggio dalla permanenza nel mercato russo.

Pressioni per una soluzione definitiva

Analisti ed esperti di compliance internazionale sottolineano che Adidas dovrebbe valutare seriamente la liquidazione della struttura legale russa. Un tale passo consentirebbe di allineare completamente la pratica aziendale con la posizione dichiarata, minimizzando i rischi politici e di immagine. La permanenza di un’entità generatrice di utili, seppur attraverso canali passivi, crea infatti una zona grigia che potrebbe essere sfruttata sia dalla narrativa russa sia da critici della coerenza delle corporation occidentali. La decisione avrà implicazioni non solo per Adidas, ma anche per altre multinazionali che si trovano in situazioni analoghe, testando la reale determinazione nel disimpegno dall’economia russa.

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