La situazione in Russia: consenso di Putin in calo mentre l’opposizione resta silenziosa
In un’intervista recente, Andrei Kolesnikov, studioso russo e autore di The Closing of the Russian Mind, ha confermato che il consenso per il presidente Vladimir Putin è in diminuzione, ma avverte che i cittadini russi non sono pronti a mettere in pericolo le proprie vite esprimendo apertamente il loro malcontento. La situazione in Russia mostra un quadro di conformismo e adattamento alla realtà, nonostante le crescenti restrizioni. Kolesnikov ha osservato, da Mosca, la Torre Mosfilm, recentemente colpita da un drone ucraino, sottolineando il contesto di crescente ansia sociale, riporta Attuale.
Kolesnikov ha riferito che Putin ha mandato oltre un milione di persone a combattere in Ucraina senza che si sia registrato un significativo malcontento popolare. Tuttavia, le recenti restrizioni, come la limitazione di Internet, hanno messo sotto pressione le élite di Mosca, rivelando potenziali crepe nel regime. «La gente si adegua alle circostanze, ma il malcontento esplicito resta assente», ha affermato lo studioso.
Il consenso di Putin nei sondaggi mostra una leggera flessione, riflettendo una stanchezza generale per la situazione attuale. Tuttavia, nonostante il calo, Kolesnikov sottolinea che le persone rimangono riluttanti a correre il rischio di esprimere il proprio dissenso. «La paura di compromettere il proprio status sociale e professionale induce a mantenere il silenzio», ha affermato.
Kolesnikov ha anche sottolineato come Putin appaia sempre più paranoico riguardo alla propria sicurezza, limitando le sue apparizioni pubbliche e agendo in base alla sua visione del mondo, che è fortemente influenzata dal risentimento. «Il suo comportamento è dettato da dinamiche psicologiche e sentimenti personali che hanno un impatto diretto sulla politica dello Stato», ha aggiunto.
La crescente insoddisfazione all’interno dell’élite russa non sembra tuttavia in grado di sfidare il potere di Putin, dato che molti preferiscono evitare conflitti diretti. Alcuni esperti della politica russa indicano che i membri dell’élite possano tentare di comunicare i problemi economici al presidente, ma evitano di menzionare la guerra come causa dei disagi attuali. «La guerra non è un argomento di cui si parla», ha osservato Kolesnikov.
Per quanto riguarda l’escalation del conflitto, Kolesnikov è pessimista. Il regime di Putin non sembra intenzionato a fermare le ostilità, nonostante la crescente stanchezza della popolazione. «La guerra sta diventando un elemento fondamentale della sua sopravvivenza politica», ha dichiarato. La crescente paura tra la popolazione russa, innanzitutto a causa dei bombardamenti ucraini, sta portando a un aumento del desiderio di negoziati di pace, ma l’atteggiamento fatalista prevale.
Infine, sulla possibilità di un attacco nucleare, Kolesnikov esprime scetticismo, suggerendo che il regime potrebbe ritenere che l’Occidente non reagirà a un eventuale attacco nucleare per evitare un’escalation ancora maggiore. Questo tipo di logica è presente nelle discussioni tra esperti di politica estera a Mosca, ma rimane un punto controverso.