La Camera esamina la fiducia sul decreto sicurezza: incentivi per rimpatri anche senza esito positivo

22.04.2026 18:35
La Camera esamina la fiducia sul decreto sicurezza: incentivi per rimpatri anche senza esito positivo

Il governo italiano è pronto a proseguire con il decreto sicurezza, al centro di accesi dibattiti, soprattutto riguardo alla norma sui rimpatri volontari. Venerdì, dopo il voto finale, si prevede che venga stabilito un decreto correttivo per risolvere le criticità sollevate dal Quirinale, con l’intenzione di estendere gli incentivi agli avvocati che assistono i migranti, riporta Attuale.

La Camera dei deputati sta preparando il voto di fiducia sul decreto, fondamentale per la conversione del provvedimento già approvato dal Senato e in scadenza il 25 aprile. Il voto finale, atteso tra oggi, 22 aprile, e venerdì mattina, potrebbe subire modifiche significative. Secondo fonti di governo, dopo l’approvazione, ci sarà una riunione del Consiglio dei ministri per attuare modifiche alla norma che prevede incentivi per gli avvocati, con l’idea di ampliare la platea dei beneficiari e di eliminare il vincolo che limita il riconoscimento economico al solo rimpatrio avvenuto.

Il dibattito in aula

Il punto controverso riguarda l’articolo 30-bis, che offre un compenso di circa 615 euro agli avvocati per l’assistenza dei migranti nel percorso di rimpatrio volontario. Questa misura è stata oggetto di forti critiche per il rischio di compromettere l’indipendenza della difesa e per il meccanismo che rende il pagamento condizionato all’esito della procedura. La maggioranza cerca di correggere senza stravolgere il testo. “Occorre riflettere su questo meccanismo affinché sia sempre preservata la funzione dell’avvocato autonoma e indipendente”, ha dichiarato Martina Semenzato (Nm), citando le preoccupazioni del Consiglio nazionale forense.

Dall’opposizione, invece, le critiche sono dirette. “State usando la decretazione d’urgenza come strumento di comando, annullando il Parlamento”, ha affermato Riccardo Magi (+Europa), definendo i decreti sicurezza “monumenti alla propaganda”. Filiberto Zaratti (Avs) sottolinea l’incertezza della costituzionalità dell’articolo criticato: “Con quale coraggio chiedete di votarlo?”. Fabrizio Benzoni (Azione) parla di un testo “ideologico e senza base di applicabilità”, mentre l’ex premier Giuseppe Conte critica la norma come incompatibile con il rapporto fiduciario tra difensore e assistito. “State costringendo gli avvocati a commettere due reati, patrocinio infedele e corruzione”, ha affermato Conte, attaccando la premier per le sue affermazioni su una “soluzione ragionevole”.

L’ostruzionismo in aula

Le opposizioni, intanto, si preparano a un’azione di ostruzionismo dopo il voto di fiducia, con 145 ordini del giorno pronti, mirati a rallentare i lavori e a contestare i punti più controversi del decreto. Alcuni di questi riguardano la norma sui rimpatri, suggerendo di eliminare gli incentivi e di ripristinare il patrocinio gratuito per gli stranieri. Inoltre, questioni legate all’immigrazione sono sotto esame, con proposte diverse riguardo ai centri di rimpatrio e i trasferimenti verso Gjader.

Per quanto riguarda l’articolo 30-bis, la maggioranza è determinata a non cedere, come emerge da fonti governative. L’intenzione è quella di mostrare una chiara posizione, nonostante le preoccupazioni finanziarie legate all’ampliamento degli incentivi, che comporterebbe maggiori oneri per lo Stato. “La Ragioneria sta lavorando”, ha dichiarato Giancarlo Giorgetti, sottolineando che non ci sarà una marcia indietro sostanziale. Il decreto dovrebbe essere approvato, ma le questioni riguardanti i rimpatri rimarranno un tema caldo nel dibattito costituzionale.

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