L’accordo tra Chigi e Quirinale per evitare la “bocciatura” del decreto sicurezza si sta delineando. I due testi saranno pubblicati contestualmente sulla Gazzetta ufficiale, riporta Attuale.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha comunicato al sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano che non avrebbe apposto la sua controfirma al testo se non fosse stata rimossa l’emendamento che prevede un contributo economico agli avvocati che persuadono i migranti a rinunciare a eventuali ricorsi contro i decreti di espulsione o trattenimento, prediligendo il rimpatrio volontario.
Il doppio decreto
Per evitare un ritorno al Senato, che comporterebbe la decadenza del nuovo testo sulla sicurezza, Palazzo Chigi si è impegnato a redigere un decreto legge specifico per abrogare la norma incentivante. In tal modo, il provvedimento sarà approvato così com’è dalla Camera e corretto immediatamente con il nuovo decreto legge. La pubblicazione in Gazzetta ufficiale avverrà simultaneamente, per prevenire sovrapposizioni normative.
Durante il dibattito in aula, Debora Serracchiani del Partito Democratico ha sollevato preoccupazioni anche dal punto di vista economico: «Dall’esame del decreto sicurezza al Senato, abbiamo appreso che l’articolo 30 bis, proveniente dal Viminale, aveva ricevuto parere negativo dai ministri Giorgetti e Nordio a causa della mancanza di copertura finanziaria – ha dichiarato in aula a Montecitorio – Per questo motivo, e poiché questo è un aspetto che coinvolge diversi articoli di quel testo, abbiamo richiesto ieri sera di ricevere la relazione tecnica riguardante il passaggio dal Senato alla Camera, relativa alle coperture. Ieri sera ci è stato comunicato che la relazione non era disponibile».