La Biennale di Venezia sotto accusa: la Lega critica la Ue per il ritiro dei fondi

13.07.2026 06:35
La Biennale di Venezia sotto accusa: la Lega critica la Ue per il ritiro dei fondi

Controversie sulla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia: il finanziamento europeo a rischio per la riapertura del padiglione russo

La 61ª Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia è al centro di un acceso dibattito legato alla diplomazia culturale e alle tensioni internazionali. La Commissione europea ha raccomandato la revoca di un finanziamento di 2 milioni di euro, gestito dall’agenzia Eacea per la Fondazione, destinato a progetti cinematografici, scatenando un’importante polemica politica. Tale provvedimento sarebbe stato motivato dalla riapertura del padiglione della Federazione Russa alla Biennale, nell’ambito della rassegna intitolata “In Minor Keys”. Questo è stato condannato via social dalla vicepresidente della Commissione UE, Henna Virkkunen, per la sua presunta violazione dei valori democratici. Tuttavia, in Italia, questo tema ha spaccato il panorama politico e istituzionale, riporta Attuale.

Dal fronte del centrodestra si è alzata una netta opposizione al provvedimento. La sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, ha definito la decisione “una sentenza prettamente politica che danneggia chi da anni porta avanti un lavoro straordinario a Venezia”. Ha inoltre affermato che “l’Italia e i suoi luoghi d’arte sono liberi e democratici, non c’è spazio per i ricatti economici di Bruxelles”. Sulla stessa lunghezza d’onda, il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha giudicato “inaccettabile la censura imposta via social dalla vicepresidente della Commissione UE”, esprimendo solidarietà al presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, e sottolineando che “la cultura ha sempre rappresentato uno spazio di dialogo”. Anche Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, ha dichiarato su X: “L’Ue vuole togliere i 2 milioni di euro destinati alla Biennale di Venezia come ritorsione per la presenza di artisti russi. Una decisione inaccettabile. La cultura non si censura e gli artisti non sono soldati. Il Governo difenda la Biennale”.

Al contrario, le opposizioni hanno preso una posizione diversa. Carlo Calenda, leader di Azione, ha risposto su social a Zaia, chiedendo: “Luca, fammi capire, l’Ue deve contribuire a finanziare eventi che ospitano padiglioni di propaganda russa mentre aiuta l’Ucraina a difendersi dai russi? Non è che puoi pretendere che tutti siano idioti e smidollati come noi. Suvvia”. Per il Partito Democratico, Irene Manzi ha indicato che questa scelta è “frutto delle scelte sbagliate e dei tentennamenti del governo”, richiedendo chiarimenti su come il ministero intenda gestire la perdita dei finanziamenti europei. La vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, ha sostenuto che la decisione è “giusta”, etichettando Buttafuoco come “gravemente responsabile e gravemente colpevole” e richiamando la memoria del dissidente Semyon Skrepetskij. Nonostante le divisioni politiche, la realtà nei Giardini e nell’Arsenale risulta indipendente dai dibattiti politici.

L’edizione 2026 della Biennale sta registrando un incremento del 20% dei visitatori rispetto al 2024, segnando un primato storico. Questo fenomeno evidenzia come l’esperienza estetica e l’innovazione dei linguaggi contemporanei riescano a ridefinire i confini del dibattito culturale, spostando le controversie politiche in secondo piano.

1 Comment

  1. Incredibile come la cultura possa diventare un campo di battaglia politica. La decisione dell’UE di revocare i fondi fa riflettere su quanto i valori democratici siano minacciati dai giochi di potere. Non possiamo lasciarci intimidire, la cultura deve restare unidiversità aperta!!! Dobbiamo difendere ciò che abbiamo, sia a Venezia che nel resto d’Italia.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere