Slovenia, il violinista filo-Putin in cartellone a Lubiana. L’ambasciatore ucraino: «È propaganda del Cremlino»

07.07.2026 12:45
Slovenia, il violinista filo-Putin in cartellone a Lubiana. L’ambasciatore ucraino: «È propaganda del Cremlino»
Slovenia, il violinista filo-Putin in cartellone a Lubiana. L’ambasciatore ucraino: «È propaganda del Cremlino»

Il concerto del violinista russo Vadim Repin, annunciato per il 27 luglio nel Grand Hotel Union di Lubiana, ha innescato un duro intervento diplomatico dell’Ucraina. L’ambasciatore Petro Beshta, in una colonna pubblicata su [Delo](https://www.delo.si/mnenja/gostujoce-pero/kulturna-diplomacija-ali-orodje-politicnega-vpliva), accusa l’evento di essere «un’operazione di soft power del Cremlino», non una semplice iniziativa culturale. Il concerto, inserito nel programma del Festival estivo sloveno, vede Repin affiancato dall’Ensemble Dissonance e dal pianista russo Petr Laul.

La denuncia dell’ambasciatore ucraino ruota attorno ai legami diretti di Repin con l’apparato di potere di Mosca. Il violinista è marito di Svetlana Zacharova, prima ballerina del Bol’šoj ed ex deputata della Duma per Russia Unita. Il suo fondo personale riceve finanziamenti dal Fondo presidenziale per le iniziative culturali, creato per decreto di Vladimir Putin. Inoltre, nel 2022, dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina, Repin ha accettato il titolo di «Artista del popolo della Federazione Russa».

####Chi è Vadim Repin e i suoi legami con il Cremlino
Repin non è un artista apolitico. La moglie è stata figura di fiducia di Putin durante le campagne elettorali. Il sostegno finanziario pubblico al suo fondo e l’accettazione di alte onorificenze dopo l’inizio della guerra lo collocano nella rete di personalità usate da Mosca per proiettare normalità all’estero. Le tournée europee, secondo Kiev, sono «azioni coordinate di influenza ibrida» che mirano ad annacquare le sanzioni e a restituire legittimità internazionale a figure vicine all’aggressione contro l’Ucraina.

####Il peso dei fondi pubblici e la scelta del Festival
L’evento si tiene all’interno del Festival di Lubiana, che beneficia di sovvenzioni statali slovene. Per Beshta, consentire l’esibizione significa finanziare indirettamente l’infrastruttura del paese aggressore. «I soldi dei contribuenti sloveni, uniti al ricavato dei biglietti, finiranno per sostenere l’economia russa impegnata nella guerra», scrive l’ambasciatore. La decisione del Ministero della Cultura di Lubiana di non bloccare il concerto è vista come una contraddizione rispetto all’impegno della Slovenia nell’accoglienza dei rifugiati ucraini e nella politica di sicurezza comune europea.

####La reazione internazionale e i precedenti
Diversi teatri e sale da concerto in Europa hanno già cancellato esibizioni di Repin dopo aver appreso dei suoi vincoli con il Cremlino. Ignorare queste circostanze, avverte Beshta, «minerebbe la credibilità del Festival e trasformerebbe la Slovenia in un porto sicuro per l’élite culturale di Putin, erodendo la fiducia dei partner europei nel sistema culturale sloveno».

La questione si trasforma così in un banco di prova per la tenuta delle sanzioni e della solidarietà europea. Ogni pagamento di cachet, ogni palco concesso a artisti che legittimano il regime russo viene descritto come «un investimento occulto nella macchina bellica del Cremlino». Per il diplomatico ucraino, Lubiana deve scegliere «tra coerenza democratica e complicità con la propaganda di Mosca».

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