Sequestro di due navi da parte dell’Iran nello stretto di Hormuz: situazione di tensione in aumento

22.04.2026 19:05
Sequestro di due navi da parte dell'Iran nello stretto di Hormuz: situazione di tensione in aumento

I Guardiani della Rivoluzione iraniani sequestrano due navi nello stretto di Hormuz

Mercoledì, i Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato attraverso i media controllati di aver preso in custodia due navi nello stretto di Hormuz, un’azione che evidenzia la loro capacità di controllo sulla via marittima strategica e complica ulteriormente le possibilità di una risoluzione diplomatica al conflitto in corso, riporta Attuale.

Le navi coinvolte sono la MSC Francesca e la Epaminondas. La MSC Francesca, battente bandiera liberiana e di proprietà della compagnia greca Technomar Shipping, era in rotta da Dubai verso l’India. L’Epaminondas, invece, navigava con bandiera panamense, proveniente dall’Arabia Saudita e in direzione di Sri Lanka.

Entrambe le navi sono state attaccate mercoledì mattina, tra le 6 e le 8:30 ora italiana. L’UK Maritime Trade Operations Center ha dichiarato che una delle navi si trovava a circa 30 chilometri dalle coste dell’Oman quando un’imbarcazione della marina dei Guardiani si è avvicinata e ha aperto il fuoco, causando danni. Il secondo attacco si è verificato vicino alle coste iraniane. Fortunatamente, non si segnalano feriti in nessuno dei due episodi, anche se l’UKMTO non ha confermato quale fosse l’una o l’altra nave.

L’emittente di stato IRIB ha comunicato che le navi sono state fermate perché stavano navigando “senza la necessaria autorizzazione” e “manipolando i sistemi di navigazione”, il che implica l’uso di tecniche per evitare la rilevazione. I Guardiani hanno anche riferito di aver attaccato una terza nave, la Euphoria, che però non è stata inclusa tra quelle sequestrate. Un’analisi della BBC ha confermato che tutte e tre le navi avevano cambiato rotta intorno all’orario degli attacchi.

Questa mattina, un esponente del regime, il parlamentare Ebrahim Rezaei, ha insinuato che il fermo delle navi potrebbe essere una ritorsione per il sequestro della Touska, una portacontainer iraniana catturata dagli Stati Uniti tra il 19 e il 20 aprile. Rezaei ha commentato: “Occhio per occhio, petroliera per petroliera”. Tuttavia, non ci sono state dichiarazioni ufficiali da parte di figure di maggiore rilevanza, e le divisioni interne al regime rendono incerta l’unanimità sulla decisione di sequestrare le navi.

Negli ultimi dieci giorni, gli Stati Uniti hanno intensificato il controllo sulle navi dirette verso i porti iraniani, utilizzando mezzi militari nel golfo dell’Oman. Sebbene abbiano tentato di fermare le operazioni, il regime iraniano li considera atti di guerra ripetuti e ha minacciato ritorsioni, compromettendo così i dialoghi diplomatici. I negoziati continuano ma senza incontri faccia a faccia, nonostante il presidente Donald Trump avesse più volte ipotizzato ulteriori discussioni.

Il 18 aprile, dopo l’inizio di un cessate il fuoco tra Israele e il governo libanese, Trump ha confermato il proseguimento del blocco navale, portando l’Iran a chiudere nuovamente lo stretto di Hormuz il giorno dopo aver annunciato, tra contraddizioni, la sua riapertura. Martedì, Trump ha esteso unilateralmente il cessate il fuoco con l’Iran, ma Teheran ha scelto di non partecipare al secondo round di negoziati programmato a Islamabad, giustificando questa scelta con l’intenzione di non negoziare finché il blocco statunitense è in vigore.

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