Giornalista americana rapita a Bagdad, uno dei rapitori catturato dalle forze di polizia

31.03.2026 23:35
Giornalista americana rapita a Bagdad, uno dei rapitori catturato dalle forze di polizia

Giornalista americana rapita a Baghdad, operazione ben coordinata dietro l’attacco

Una giornalista americana è stata rapita ieri nel centro di Baghdad. L’attacco, avvenuto in Saadoun Street vicino all’Hotel Baghdad, è stato eseguito da uomini armati in un momento in cui i media occidentali avevano già espresso preoccupazioni per il rischio di sequestri nel paese dopo l’inizio degli attacchi contro l’Iran il 28 febbraio. La reporter freelance Shelly Kittleson, originaria del Wisconsin, è risultata l’obiettivo di questo assalto, riportano Attuale.

Le prime informazioni sull’operazione parlano di un’azione molto ben organizzata, con almeno due veicoli coinvolti e alcuni assalitori travestiti da guardie di sicurezza. Durante il sequestro, Kittleson è stata costretta a salire su un’auto, ma un rapido intervento della polizia ha causato un incidente nella provincia di Babil, permettendo la cattura di uno dei rapitori.

Versioni contrastanti siano emerse riguardo alla sua sorte. Secondo alcune fonti locali e la rete saudita Al-Arabya, la reporter sarebbe stata liberata e sarebbe in buone condizioni, sebbene con ferite superficiali. Tuttavia, una dichiarazione del ministero degli Interni iracheno suggerisce una versione più attendibile: Kittleson risulterebbe ancora in mano ai suoi rapitori, che avrebbero utilizzato il veicolo non incidentato per fuggire verso sud. Testimoni descrivono un’operazione condotta da un «commando ben coordinato», collegato a milizie sciite come le Kataib Hezbollah, che recentemente hanno intensificato i loro attacchi contro obiettivi americani in Iraq.

Nonostante il governo iracheno avesse ottenuto una tregua temporanea negli attacchi, la tensione nella capitale rimane alta. Le strade e le moschee sciite continuano a essere teatro di manifestazioni delle milizie, che minacciano ritorsioni contro gli Stati Uniti per i bombardamenti in Iran. Resta anche la minaccia di attacchi da parte delle cellule sunnite di ISIS, attive in diverse aree dell’Iraq.

Il nome di Shelly Kittleson è ben noto anche in Italia. Ha collaborato per oltre dieci anni con il notiziario inglese di Ansa a Roma e ha scritto recentemente un reportage dal Kurdistan iracheno, evidenziando le tensioni locali. La sua esperienza include anche collaborazioni con altre pubblicazioni internazionali come Al-Monitor, Foreign Policy e The New Arab, coprendo conflitti in Siria, Afghanistan e Libano. Trasferitasi a Baghdad negli ultimi anni, Kittleson conosce bene i rischi di lavorare in una regione così instabile, soprattutto alla luce dell’aumento degli allarmi rapimenti in Iraq.

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