Analisi sulla crescente incidenza dell’antisemitismo in Italia
Milano – Luciano Belli Paci, avvocato e membro dell’esecutivo nazionale di “Sinistra per Israele – Due popoli, due Stati”, figlio della senatrice a vita Liliana Segre, esprime la sua preoccupazione per la situazione attuale usando una metafora significativa: “Ci troviamo all’inizio di quella che sta diventando una valanga. Da tempo abbiamo evidenziato un problema in crescendo”. L’episodio che ha recentemente destato attenzione è stato l’attacco avvenuto all’autogrill di Lainate, dove un ebreo francese, insieme al figlio, è stato malmenato e insultato al grido di “assassini”, riporta Attuale.
Stiamo accettando o alimentando eventi come questo?
“Un po’ entrambe le cose. Attraverso Sinistra per Israele abbiamo segnalato da tempo gli sviluppi preoccupanti. Quando il 7 giugno a Roma si è svolta la manifestazione su Gaza ‘fermiamo il massacro’, ci siamo rivolti a tutti i leader politici coinvolti, esprimendo che, sebbene fosse giusto manifestare contro le atrocità e condannare i crimini di guerra perpetrati da Israele, era fondamentale non dimenticare di menzionare anche le colpe di Hamas. Questa era l’opportunità per non demonizzare, per evitare che il mostro risorgesse dalla sua prigione.”
Un mostro che si chiama…
“…Colpa collettiva. Storicamente, in Italia, lo straniero è visto come un ospite, non gli si attribuiscono le responsabilità delle azioni del suo governo.”
Negli anni Settanta, ai Cileni non si attribuivano le colpe del regime…
“Esattamente. E non ha senso, ancor di più, attribuire le responsabilità del governo israeliano a un ebreo italiano o francese. Questo comportamento rappresenta il pericolo che minaccia di emergere: l’antisemitismo. Abbiamo notato che stava rinascendo, legittimato, a causa della nostra indifferenza. Davanti alle nostre richieste, alcuni non hanno risposto. Il Pd ha dichiarato che ‘naturalmente’ non è antisemitico, ma non ha affrontato realmente la questione. Questo è un errore grave, una possibilità mancata per fermare una deriva pericolosa.”
Perché è successo?
“Accade per la paura di perdere consensi all’interno dei propri gruppi di riferimento.”
È un fenomeno ampiamente diffuso nelle basi della sinistra?
“Osserviamo sui social segnali inquietanti. Anche su pagine frequentate da simpatizzanti della sinistra, il ‘matto’ del web emerge sempre di più: qualcuno posta foto di Gaza con frasi del tipo ‘qui è passato il popolo eletto’. Anni fa, avrebbero reagito con indignazione. Oggi, invece, la tolleranza è in aumento.”
E nella vita reale?
“Ci sono stati commenti sull’aggressione all’autogrill come ‘Eh, ma c’è esasperazione’, quasi a suggerire che sia normale sfogare il discontento verso gli ebrei. Questo è il germe del razzismo. Si ritorna alla colpa collettiva, dove non si vedono individui, ma un collettivo indistinto. E come si può criticare chi, per il reato di un singolo, attribuisce la responsabilità a tutti gli stranieri? È qui che nascono i mostri. Questo fenomeno interessa anche intellettuali e persone con posizioni liberali. Ho sentito affermazioni come ‘l’antisemitismo è colpa di Netanyahu’. Anche questa è una frase errata. Noi ci consideriamo alleati di coloro che protestano contro di lui in Israele.”
La Sinistra per Israele è in una posizione difficile in questo contesto politico. La destra sembra più efficace nel condannare questi comportamenti.
“Certamente, alcuni propongono questa retorica per distanziarsi da un passato imbarazzante. Tuttavia, noi continuiamo a insistere. È per questo che ci rivolgiamo ai Democratici, chiedendo di chiarire a una parte della base che demonizzare l’intero Israele è un errore. Hanno un partito alleato, HaDemokratim, che ha un’importanza fondamentale e fa parte dello stesso gruppo politico internazionale. Dovrebbero dare voce anche all’opposizione israeliana.”