Il Parlamento europeo approva la creazione di centri di rimpatrio per migranti fuori dall’Unione Europea

27.03.2026 09:25
Il Parlamento europeo approva la creazione di centri di rimpatrio per migranti fuori dall'Unione Europea

Il Parlamento europeo approva i centri di rimpatrio fuori dall’UE

Giovedì il Parlamento europeo ha approvato la proposta che prevede la creazione di centri di rimpatrio situati fuori dall’Unione Europea per detenere persone la cui domanda d’asilo è stata respinta, riporta Attuale.

L’approvazione segna un inasprimento delle politiche migratorie europee e avvia i negoziati con il Consiglio dell’Unione Europea, che riunisce i rappresentanti dei governi europei. Da tali negoziati emergerà il testo finale della proposta.

Attualmente, solo il 20% degli ordini di espulsione emessi all’interno dell’Unione Europea viene effettivamente eseguito, una statistica criticata da chi supporta una politica migratoria più rigorosa. Un anno fa, la Commissione europea aveva già presentato un testo finalizzato ad aumentare il numero delle espulsioni.

«Il testo serve a garantire un principio semplice: se entri illegalmente in Europa, puoi stare certo che non ci resterai», ha dichiarato l’eurodeputato di centrodestra francese François-Xavier Bellamy. Il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt ha aggiunto che l’obiettivo è raggiungere accordi con paesi terzi entro la fine dell’anno per procedere alla creazione dei centri di rimpatrio. Giorgia Meloni ha commentato su Facebook: «Questo è un passo importante verso una maggiore efficienza dei rimpatri, un rafforzamento dei controlli alle frontiere e un’Europa finalmente dotata di una politica migratoria più credibile».

La proposta include anche che i cittadini di paesi terzi soggetti a decisioni di rimpatrio debbano cooperare con le autorità competenti per lasciare il territorio dell’Unione Europea. In caso di mancata cooperazione, la detenzione potrebbe durare fino a 24 mesi. Ulteriori misure prevedono norme più severe per individui considerati «a rischio per la sicurezza» e un supporto finanziario e operativo da parte dell’Unione e delle sue agenzie ai paesi membri.

Tuttavia, la decisione del Parlamento è stata oggetto di critica da parte di diverse organizzazioni per i diritti umani, le quali hanno definito i centri di rimpatrio come «buchi neri legali», poiché metterebbero a rischio le persone di subire abusi.

La votazione ha anche rappresentato una notevole svolta nei rapporti di forza politici all’interno del Parlamento europeo. Dopo il fallimento dei colloqui con i partiti centristi, all’inizio del mese il Partito Popolare Europeo (PPE) ha raggiunto un accordo con l’estrema destra sul testo della proposta, assicurandosi così l’approvazione in aula. Questa collaborazione ha suscitato forti critiche da parte delle forze europee più moderate e di sinistra.

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