Atene, ritrovato il corpo di una donna scozzese in una valigia: indagini in corso sull’uso del cellulare dopo la morte

02.08.2026 18:05
Atene, ritrovato il corpo di una donna scozzese in una valigia: indagini in corso sull'uso del cellulare dopo la morte

Il tragico ritrovamento di Elisabeth-Jane Ross ad Atene

Il corpo di Elisabeth-Jane Ross, una donna scozzese di 38 anni, è stato trovato il 18 luglio all’interno di una valigia abbandonata in un terreno incolto del quartiere di Kypseli, ad Atene. La donna, che si trovava nella capitale greca da qualche giorno, era probabilmente già morta quando il suo telefono ha continuato a inviare messaggi ai familiari, facendo credere che fosse ancora viva, riporta Attuale.

Il cadavere è stato scoperto da un senzatetto che, inoltrandosi nell’area abbandonata, ha notato la valigia e ha immediatamente allertato le autorità. Da quel momento, più di sessanta investigatori della squadra omicidi greca stanno collaborando con le autorità britanniche e scozzesi per ricostruire gli ultimi movimenti di Ross e capire chi abbia potuto utilizzare il suo cellulare dopo la morte.

L’identificazione della vittima è avvenuta quattro giorni dopo il ritrovamento, grazie al confronto con dati biometrici disponibili negli Stati Uniti. Ross era arrivata ad Atene il 26 giugno da Edimburgo, dopo aver vissuto e lavorato negli Stati Uniti, dove collaborava con organizzazioni umanitarie. Un’amica l’ha descritta come una persona generosa, sottolineando difficoltà nel capire chi potesse averle fatto del male.

L’autopsia non ha fornito risultati decisivi; i medici legali ritengono che la donna fosse morta da alcuni giorni al momento del ritrovamento, senza riscontrare ferite evidenti o segni di colluttazione. Ulteriori esami tossicologici saranno necessari per chiarire le cause del decesso. Anche gli accertamenti sulla valigia non hanno prodotto risultati utili, con le analisi del DNA che non hanno isolato tracce riconducibili a sospettati.

Le indagini si concentrano sugli ultimi giorni di Ross ad Atene. Fino al 15 luglio aveva soggiornato a Keratsini, presso il figlio di un’amica greca, informando di voler trascorrere alcuni giorni con amici nel quartiere di Kypseli. Tuttavia, le persone menzionate non sono state ancora identificate, mentre gli investigatori hanno già interrogato amici e conoscenti della donna.

Il 15 luglio è considerato l’ultimo giorno in cui Ross ha avuto contatti diretti con i suoi amici. Le autorità sospettano che la valigia sia stata lasciata a Kypseli meno di quarantotto ore prima del ritrovamento e che la morte possa essere avvenuta nelle vicinanze. Nonostante ciò, le autorità non hanno ancora ufficialmente classificato il caso come omicidio.

A rendere ancora più complessa la situazione è il cellulare della donna, utilizzato anche dopo la sua morte. Secondo quanto riportato dal padre di Ross, ha ricevuto messaggi dalla figlia fino a pochi giorni prima dell’identificazione del corpo, nei quali la donna esprimeva il desiderio di “stare da sola”. Il telefono non è stato ancora recuperato, ma l’ultima posizione è stata localizzata ad Atene, un dettaglio che potrebbe essere cruciale per chiarire gli eventi di quei giorni.

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