Nuove licenze per la rivendita di petrolio venezuelano a Cuba: un segnale di apertura dagli Stati Uniti
Mercoledì sera, il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato l’autorizzazione di nuove licenze per la rivendita del petrolio venezuelano a Cuba, destinate a scopi commerciali e umanitari. Questa decisione segna un’importante apertura dopo decenni di restrizioni e potrebbe contribuire a mitigare la grave crisi energetica e umanitaria che affligge l’isola, riporta Attuale.
Negli ultimi venticinque anni, il Venezuela è stato il principale fornitore di carburante e petrolio greggio per Cuba. Tuttavia, a partire da gennaio, dopo la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti e il conseguente controllo delle vendite di petrolio, le forniture sono improvvisamente cessate.
L’ultimo rifornimento petrolifero a Cuba risale al 9 gennaio, quando il Messico ha fornito combustibile. Da quel momento, le scorte di benzina attraverso i canali ufficiali sono praticamente esaurite. I distributori di carburante sono chiusi o privi di rifornimenti, mentre nei pochi rimasti aperti migliaia di persone fanno la fila. Inoltre, i voli interni sono stati sospesi, e la mancanza di carburante ha colpito anche i mezzi di raccolta dei rifiuti. A questa crisi si aggiungono frequenti blackout e carenze di denaro e beni essenziali, con alcuni blackout che durano per gran parte della giornata.
Nel comunicato del dipartimento del Tesoro si chiarisce che le nuove licenze per la distribuzione del petrolio venezuelano saranno destinate esclusivamente ad aiutare la popolazione cubana e non saranno assegnate a personale o enti legati al governo cubano, all’esercito o ai servizi di intelligence, in linea con le sanzioni americane attuate nei confronti di Cuba.
Cuba attualmente produce circa il 40% del petrolio che consuma, ma ha difficoltà a raffinarsi e deve importare quasi tutto il carburante per i trasporti. La produzione interna viene principalmente utilizzata per alimentare le centrali elettriche.
Per decenni, Cuba ha beneficiato di rifornimenti da una rete di paesi amici, tra cui Messico, Venezuela, Cina e l’ex Unione Sovietica. Tuttavia, dopo l’embargo degli Stati Uniti, il Messico ha interrotto le spedizioni di petrolio a causa di minacce di dazi americani contro i paesi che commerceranno con Cuba. Anche i rifornimenti russi si sono fermati, mentre la Cina ha promesso assistenza, ma senza fornire aiuti tangibili.