Gli Stati Uniti distruggono 10 milioni di dollari di contraccettivi, in linea con le politiche di Trump

12.09.2025 08:55
Gli Stati Uniti distruggono 10 milioni di dollari di contraccettivi, in linea con le politiche di Trump

La distruzione di contraccettivi da parte degli Stati Uniti: una decisione politica controversa

Il governo degli Stati Uniti ha confermato la distruzione di una considerevole scorta di contraccettivi di USAID, l’agenzia governativa americana che gestiva programmi di aiuto internazionale dismessi su ordine di Donald Trump. Il valore del materiale, bloccato in magazzini in Belgio, ammontava a circa 10 milioni di dollari. La decisione di distruggerlo non è stata presa per motivi tecnici, ma è il risultato di una scelta politica legata alla cessazione delle attività di USAID e alle controversie sulle pratiche anticoncezionali. La distruzione dei contraccettivi è una dimostrazione delle sue implicazioni politiche e umanitarie, riporta Attuale.

Tra i contraccettivi distrutti si annoverano quasi un milione di dispositivi intrauterini, due milioni di confezioni di pillole anticoncezionali e un altrettanto numero di dosi di iniezioni ormonali. Un portavoce di USAID, ora sotto l’egida dell’Ufficio per la gestione e il bilancio, ha confermato l’operazione al New York Times, senza però fornire dettagli sui metodi di distruzione. Inoltre, ha erroneamente affermato che tali prodotti avessero una natura abortiva, dichiarando: «L’amministrazione non fornirà più metodi contraccettivi abortivi sotto le mentite spoglie di aiuti internazionali».

Va sottolineato che le leggi statunitensi limitavano già USAID dall’offrire prodotti abortivi, e nessuno dei contraccettivi in Belgio rientrava in questa categoria. I trattamenti ormonali e i contraccettivi servono a interrompere processi come ovulazione e fecondazione, e non influenzano embrioni già formati. Funzionari di USAID avevano più volte richiamato l’attenzione sull’erronea interpretazione, senza che l’amministrazione Trump reversasse la decisione di distruzione.

Lo scorso giugno era stata presa la decisione di procedere con la distruzione, adottando l’opzione più economica. Il Dipartimento di Stato aveva dichiarato che l’operazione sarebbe costata almeno 167mila dollari. Il governo belga ha tentato di impedire tale scelta, aggiungendo vincoli sulla distruzione di prodotti sanitari non scaduti, mentre l’agenzia delle Nazioni Unite per la salute riproduttiva (UNFPA) ha cercato di mediare. Molte ONG si erano offerte di acquistare i contraccettivi o di avviare donazioni, ma senza ricevere riscontri dal governo americano.

La vendita dei contraccettivi avrebbe permesso di recuperare parte del loro valore iniziale, e alcune organizzazioni avevano offerto di organizzare il trasferimento e la distribuzione. Tuttavia, l’amministrazione Trump ha sostenuto che non esistessero «acquirenti idonei» e che ulteriori ritardi avrebbero infranto i principi di fermo sostegno a organizzazioni legate a pratiche riproduttive coercitive.

Questo episodio non è unico nel contesto delle scorte di USAID sprecate. Recentemente, gli Stati Uniti hanno lasciato scadere 500 tonnellate di cibo destinate ad Afghanistan e Pakistan, con il potenziale di nutrire almeno un milione e mezzo di persone per una settimana. Inoltre, quasi 800mila vaccini anti-mpox non sono stati distribuiti a paesi africani poiché vicini alla scadenza.

1 Comments

  1. Ma com’è possibile che negli Stati Uniti si distruggano 10 milioni di dollari in contraccettivi? È una scelta davvero assurda, considerando che ci sono tanti paesi che ne avrebbero bisogno. Una gestione così sciatta delle risorse è inaccettabile, sembra di vivere in un film di fantascienza.

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