Gli Stati Uniti sanzionano il presidente colombiano Gustavo Petro, che risponde: «Mai in ginocchio»

24.10.2025 22:35
Gli Stati Uniti sanzionano il presidente colombiano Gustavo Petro, che risponde: «Mai in ginocchio»

Sanzioni statunitensi contro Gustavo Petro: l’amministrazione Trump accusa il presidente colombiano di favorire il narcotraffico

L’Amministrazione Trump ha imposto sanzioni a carico del presidente colombiano, Gustavo Petro, in un inasprimento delle relazioni con Bogotá, accusata da Washington di sostenere il traffico internazionale di droga. Le misure, annunciate dall’Office of Foreign Assets Control (Ofac) del Dipartimento del Tesoro americano, colpiscono quattro individui, inclusi Petro stesso, la moglie Veronica del Socorro Alcocer Garcia, il figlio Nicolas Petro e il ministro dell’Interno, Armando Benedetti. Nei giorni scorsi, Trump aveva definito Petro un «leader illegale della droga», accusandolo di non aver fatto nulla per fermare la crescita del narcotraffico durante la sua amministrazione, riporta Attuale.

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha dichiarato: «Da quando Gustavo Petro è salito al potere, la produzione di cocaina in Colombia è esplosa, raggiungendo il tasso più alto degli ultimi decenni, inondando gli Stati Uniti e avvelenando gli americani». Ha continuato affermando che il presidente colombiano ha consentito ai cartelli della droga di prosperare, rifiutando di prendere misure per contrastare tale attività. «Oggi Trump intraprende un’azione forte per proteggere la nostra nazione e chiarire che non tollereremo il traffico di droga nel nostro Paese».

Trump ha anche annunciato l’intenzione di attaccare i narcotrafficanti anche sul suolo venezuelano, ordinando l’invio di una portaerei nell’area.

In risposta alle sanzioni statunitensi, il presidente colombiano Petro ha reagito con fermezza, scrivendo sui social media: «Non un passo indietro e mai in ginocchio», richiamando agli slogan storici dei movimenti rivoluzionari sudamericani. Il ministro degli Interni Benedetti ha ribattuto su X: «Gringos go home».

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