Gori chiede a Meloni di approvare legge per vietare social media ai minori di 15 anni

24.12.2025 07:15
Gori chiede a Meloni di approvare legge per vietare social media ai minori di 15 anni

Richiesta di Regolamentazione dell’Accesso ai Social Media per i Minori in Italia

Il tema dell’accesso dei minori ai social media è al centro dell’attenzione, specialmente in prossimità delle festività, quando migliaia di bambini riceveranno uno smartphone. Questa crescente richiesta, unita alla pressione sociale per non essere da meno rispetto ai coetanei, ha portato il 49% dei bambini italiani tra gli otto e dieci anni e il 73% di quelli tra undici e tredici ad accedere “regolarmente” a queste piattaforme, riporta Attuale.

I dati raccolti dal giornalista Federico Fubini evidenziano un quadro preoccupante: oltre il 20% delle ragazze undicenni è vittima di cyberbullismo e il numero di giovani che si rivolgono ai reparti di neuropsichiatria infantile è in costante aumento. L’ospedale Bambin Gesù di Roma, per esempio, sta trattando pazienti sempre più giovani colpiti da problemi alimentari legati all’influenza negativa dei contenuti social.

Le ricerche globali dimostrano che il problema dell’accesso ai social media sta precipitando un generale calo nella capacità di concentrazione e apprendimento, alimentando dipendenze che colpiscono anche gli adulti. In questo contesto, paesi come l’Australia hanno introdotto misure per limitare l’accesso ai social ai minori di 16 anni senza consenso parentale, con strumenti di verifica dell’età, un approccio che ha scatenato reazioni forti negli Stati Uniti, ma che il governo australiano ha mantenuto fermo.

Attualmente, in Parlamento è presente una proposta di legge per vietare l’accesso ai social network per i minorenni di età inferiore ai 15 anni, a meno di un esplicito consenso da parte dei genitori. Questa iniziativa ha il supporto di diversi partiti, tra cui il partito di maggioranza. Tuttavia, sembra esserci una mancanza di progressi, soprattutto dopo una richiesta di “prudenza” emersa durante una riunione del Consiglio dei Ministri tenutasi in ottobre.

In un momento in cui un sondaggio ha rivelato una forte maggioranza dell’opinione pubblica favorevole a limitare l’accesso ai social media per i minori, la domanda che sorge è: perché non si agisce? La risposta potrebbe risiedere nella necessità di rispondere agli interessi di vari attori coinvolti, ma è opportuno sottolineare l’importanza di mettere al primo posto la protezione dei minori in Italia.

La situazione richiede un’azione decisa e rapida da parte della leadership, per assicurarsi che i più vulnerabili, i bambini, siano protetti da potenziali danni derivanti dall’uso eccessivo dei social media.

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