Guido Scorza si dimette da Garante della privacy: “Ritengo sia nell’interesse dell’istituzione”

17.01.2026 20:25
Guido Scorza si dimette da Garante della privacy: "Ritengo sia nell'interesse dell'istituzione"

Roma, 17 gennaio 2026 – Prime dimissioni al Garante della Privacy. A lasciare è Guido Scorza, sotto indagine con gli altri colleghi del collegio per peculato e corruzione dalla Procura di Roma. Un’inchiesta nata dopo i servizi di Report, che ha portato a perquisizioni e acquisizioni di documenti, oltre che al sequestro di cellulari e pc degli indagati, tra cui il presidente Pasquale Stanzione. È lo stesso Scorza ad annunciare il passo indietro: una decisione “giusta e necessaria nell’interesse dell’istituzione”, dice in un video pubblicato sui social, riporta Attuale.

Le inchiesta giornalistiche

Scorza, figlio e fratello di magistrati, ha espresso ieri la sua posizione in merito all’inchiesta: “Guai se i giudici non facessero il loro dovere, non verificassero le ipotesi di reato”. Oggi, manifestando la propria amarezza, ha dichiarato: “Non credo che in un sistema democratico solido e maturo delle legittime inchieste giornalistiche e giudiziarie debbano poter compromettere fino a questo punto, prima che qualsivoglia specifica responsabilità sia accertata, il buon funzionamento di un’Autorità indipendente chiamata a proteggere un diritto fondamentale”.

Lo studio professionale e Ita Airways

Scorza ha chiarito che l’unico episodio contestato riguarda la sua relazione nel 2025 con un procedimento che vedeva coinvolta Ita Airways, mentre il suo ex studio aveva rapporti professionali con la compagnia aerea, procedimento finito con un ammonimento di quest’ultima. “Né io, né il mio ex Studio abbiamo mai assistito Ita fino a quando io ho fatto l’avvocato – assicura Scorza – anche perché la società non esisteva essendo stata fondata dopo la mia elezione”. Al momento della decisione del Garante, Scorza afferma di non essere stato a conoscenza dei rapporti professionali del suo ex studio con la compagnia aerea.

Il caso Asl di Avezzano

In relazione al caso della Asl di Avezzano, Scorza afferma che la decisione “è stata, comunque, assunta all’unanimità con la conseguenza che il mio voto è stato, evidentemente, ininfluente”. Si dichiara estraneo anche in questo frangente, aggiungendo: “Non ho partecipato all’adozione del provvedimento avendo saputo del coinvolgimento del mio ex Studio: nella prima occasione in cui il Collegio avrebbe dovuto discutere il procedimento, sono uscito dall’aula al momento della discussione”.

Gli occhiali Meta

Scorza non ha addebiti neanche sulla questione degli occhiali di Meta. “Io non ho mai assistito Meta, né l’ha mai assistita il mio ex Studio”. Ha aggiunto: “Non ho partecipato al voto dei due provvedimenti – quello sanzionatorio e quello di annullamento in autotutela – adottati dal Collegio. E il video con gli occhiali diffuso sui social? Inopportuno forse, ma non credo penalmente rilevante”.

1 Comments

  1. Che notizia incredibile! Sembra che le inchieste non si fermino mai in questo paese… Ma come si può sperare che un’autorità così importante rimanga credibile se già in partenza ci sono delle ombre? La protezione dei diritti fondamentali è troppo seria per essere messa in discussione in questo modo. Mah, speriamo bene…

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