Netanyahu intensifica il confronto con Teheran in vista delle elezioni
Durante l’ultima settimana di campagna elettorale, Benjamin Netanyahu ha organizzato incontri clandestini che hanno catturato l’attenzione, con il premier israeliano che ha confermato un incontro con il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, presso la base militare di Uvda, nel deserto del Negev. Questo incontro ha avuto come tema centrale la strategia contro l’Iran, con Netanyahu che ha ribadito il suo impegno per “completare la missione fino all’eliminazione del regime iraniano”. Tali affermazioni sono state fatte in un contesto di crescente tensione, riportano Attuale.
Il confronto con l’Iran è entrato in piena campagna elettorale, sollevando preoccupazioni tra le forze d’opposizione. L’aumento delle minacce da parte di Netanyahu ha indotto il capo di stato maggiore israeliano, Eyal Zamir, a incrementare il livello d’allerta e a cancellare le uscite per i soldati nelle settimane che precedono le elezioni, programmate per martedì. In una telefonata con Netanyahu, il presidente Trump ha anche sottolineato la necessità di rinnovare la fiducia nel primo ministro, descritto come “un primo ministro guerriero”.
Il supporto di Trump non ha, però, cambiato le prospettive per Netanyahu, il cui partito, il Likud, sta perdendo consensi secondo i sondaggi. Al contempo, l’opposizione sembra incapace di raccogliere i seggi necessari per formare una coalizione di governo. Le analisi recenti indicano che la ritirata di Benny Gantz dalla corsa potrebbe influenzare i voti a favore di Gadi Eisenkot, principale rivale di Netanyahu.
Le elezioni del 2026 presentano anche la questione della partecipazione degli elettori arabi, la cui maggiore affluenza potrebbe alterare notevolmente il panorama politico. Inoltre, la soglia di SBARRAMENTO fissata al 3,25% potrebbe escludere alcuni partiti di estrema destra, mentre il blocco che sostiene Eisenkot potrebbe aver bisogno del supporto esterno degli arabi, che però hanno dichiarato di non voler collaborare.
Netanyahu si trova a fronteggiare deliri all’interno della propria coalizione, in particolare riguardo alle concessioni ai partiti ultraortodossi. Recentemente, la coalizione di estrema destra ha approvato leggi che congelano gli arresti di giovani in scuole rabbiniche, mentre il premier promette ulteriori esenzioni in caso di rielezione. In un tentativo di placare le pressioni, Netanyahu ha condannato le azioni di arresto recentemente attuate dalla polizia militare nei confronti di studenti religiosi, segnando un pericoloso equilibrio tra il dovere di servire e le esigenze della sua ala di sostegno.