Hillary Clinton visita la Casa dell’Ucraina a Monaco e discute di droni con i rappresentanti di Kiev

15.02.2026 09:15
Hillary Clinton visita la Casa dell'Ucraina a Monaco e discute di droni con i rappresentanti di Kiev

Clinton a Monaco: l’Occidente deve rafforzare il sostegno all’Ucraina

Nel pomeriggio di ieri, Hillary Clinton ha visitato la «Casa dell’Ucraina», un’area dedicata alla nazione devastata dalla guerra, situata accanto al Bayerische Hof Hotel di Monaco. Durante la sua visita, Clinton ha sottolineato il ruolo cruciale degli alleati europei, affermando: «L’America ha fatto molto per l’Ucraina, certo, potrebbe fare di più, ma ora è molto importante che gli europei abbiano cambiato passo», riporta Attuale.

Il messaggio di Clinton si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione tra i leader europei, incapaci di trovare una risposta unitaria sull’aiuto a Kiev. Ian Bremmer, noto politologo americano, ha osservato come gli europei stiano iniziando a realizzare che potrebbero dover agire autonomamente, visto che la consapevolezza cresce tra le nazioni europee che gli Stati Uniti sembrano aver rallentato i loro impegni. E nonostante le promesse di figure come Merz, Macron e von der Leyen, gli animi rimangono tesi, in particolare tra gli ucraini.

Dieci soldati ucraini e vari modelli di droni, tra cui il «P1-Sun» e il «Vampire», sono stati esposti all’evento, con quest’ultimo noto per aver distrutto asset nemici per un valore di decine di miliardi di dollari. Nonostante il suo interesse, gli organizzatori lamentano l’assenza di un reale supporto governativo dagli Stati Uniti per l’ucraino programma di droni. La Germania e la Danimarca, in contrasto con la posizione americana, si sono dette pronte a collaborare, dimostrando una significativa distanza dall’amministrazione di Washington.

Una delle discussioni più sorprendenti emerse durante l’evento è stata riguardo alla possibilità di una cooperazione nel settore nucleare europeo, un tema che solo recentemente sarebbe stato impensabile. Il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato la disponibilità del Regno Unito a condividere il proprio arsenale nucleare, mentre il Segretario della NATO, Mark Rutte, ha avvertito che, nonostante i tentativi di rafforzare il pilastro nucleare europeo, non si può prescindere dalla protezione americana.

Nel contempo, la Victor Pinchuk Foundation ha organizzato il tradizionale «Ukrainian lunch» con diversi capi di Stato europei. La fiducia nella fine del conflitto resta bassa, con molti che temono che «la guerra non finirà nel 2026 perché Putin non vuole la pace». La questione dell’influenza futura di Donald Trump continua a sollevare interrogativi, portando a tensioni e incertezze tra i leader presenti all’evento.

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