Hong Kong, vittoria per Jimmy Lai: giudici annullano condanna per frode, resta in carcere per sedizione

26.02.2026 11:15
Hong Kong, vittoria per Jimmy Lai: giudici annullano condanna per frode, resta in carcere per sedizione

Jimmy Lai vince il ricorso per frode, ma resta in carcere per sedizione

C’è un giudice a Hong Kong? L’ex magnate pro-democrazia Jimmy Lai, 78 anni, attualmente in carcere con una condanna di 20 anni per «sedizione» ai sensi della legge sulla Sicurezza nazionale, ha ottenuto un ricorso favorevole su un’altra accusa di frode, evitando così una pena aggiuntiva. «Accettiamo gli appelli, ribaltando i verdetti e sospendendo le condanne» nel caso di frode, ha dichiarato il giudice dell’Alta Corte di Hong Kong, Jeremy Poon. Questa decisione rappresenta una vittoria a sorpresa per il fondatore dell’ormai defunto quotidiano Apple Daily, riporta Attuale.

Il caso di frode, da cui era stato condannato in primo grado nel 2022, riguardava una controversia su un contratto di locazione legato al suo gruppo editoriale e non era correlato alle accuse mosse contro di lui ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale. I giudici hanno stabilito che l’accusa non ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio la responsabilità per false dichiarazioni, annullando la pena di cinque anni e nove mesi. Tuttavia, Jimmy Lai non si è presentato in aula, rimanendo in custodia cautelare, e le sue condizioni di salute continuano a essere precarie, ritenute non idonee alla detenzione.

Lai era stato dichiarato colpevole a dicembre per due capi d’accusa di collusione legati alla legge sulla Sicurezza nazionale imposta da Pechino nel giugno 2020, dopo le proteste di massa pro-democrazia del 2019, e per un altro capo d’accusa di sedizione, basato su una legge coloniale. In un’intervista, il figlio di Jimmy Lai, Sebastien, ha dichiarato che la condanna «purtroppo non è inaspettata. Mio padre è fragile, ha il diabete, è malato e non riceve cure. Viene tenuto in isolamento in un carcere di massima sicurezza, trattato più duramente di detenuti per omicidio. Eppure, il suo spirito non si è spezzato. Ai giudici che urlavano contro di lui ha risposto, con serenità: “Sono cattolico, so che il giudizio in mio favore ci sarà: nel Regno dei Cieli”».

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