Hormuz, Bab al Mandeb e Suez: la guerra evidenzia l’importanza strategica dei tre stretti della Penisola Arabica

23.03.2026 14:05
Hormuz, Bab al Mandeb e Suez: la guerra evidenzia l'importanza strategica dei tre stretti della Penisola Arabica

La situazione critica nello stretto di Hormuz è diventata un punto focale per gli interessi globali, poiché l’Iran ha bloccato il passaggio marittimo strategico dal 28 febbraio, utilizzando mine, barche militari e droni, con il potenziale di creare ripercussioni devastanti sull’economia globale. Donald Trump ha avvertito che se il blocco non verrà rimosso, ordinerà l’«annientamento» delle centrali elettriche iraniane, iniziando dalla più grande. Questo conflitto è particolarmente allarmante visto che oltre 20 milioni di barili di petrolio, corrispondenti al 20% del traffico di petrolio mondiale, transitano attraverso questo stretto. La situazione è senza precedenti: mai prima d’ora lo stretto di Hormuz era rimasto completamente bloccato per così tanto tempo, nemmeno durante i choc petroliferi degli anni ’70 o i conflitti Iran-Iraq, riporta Attuale.

Lo stretto di Hormuz

Lo stretto, fondamentale per il commercio internazionale, ha una larghezza di 39 km e una lunghezza di 60 km, con profondità massima di 220 metri che restringono ulteriormente la navigabilità. Questo blocco ha implicazioni non soltanto per il traffico marittimo, ma anche per i mercati energetici globali.

Lo stretto di Bab al Mandeb

Più a Sud, un altro punto critico è lo stretto di Bab al Mandeb, che connette il Mar Rosso con il golfo di Aden e l’Oceano Indiano. Qui transitano circa 4 milioni di barili di petrolio al giorno, ma la situazione è destabilizzata dai conflitti regionali. Gli Houthi dello Yemen, alleati dell’Iran, hanno contribuito a una significativa diminuzione del traffico, mirando a navi civili e innalzando i costi assicurativi e di noleggio.

Il Canale di Suez

Infine, il Canale di Suez, che collega il Mar Rosso al Mediterraneo, affronta anch’esso tensioni a causa del blocco di Bab al Mandeb e delle difficoltà strutturali. Con una larghezza di 225 metri e fondali poco profondi, questo passaggio cruciale è stato bloccato in passato e continua a risentire delle ricadute della crisi in Yemen e in Iran. Passano di qui tra 4-5 milioni di barili di petrolio al giorno, rappresentando una parte significativa del commercio marittimo globale.

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