I punti chiave del centrodestra: Cirielli e D’Attis in prima linea, Zaia punta sul Turismo

04.08.2025 08:15
I punti chiave del centrodestra: Cirielli e D'Attis in prima linea, Zaia punta sul Turismo

“Se ne riparla sicuramente dopo Ferragosto”, confidano dalle Venezie e confermano da Roma. Anche perché le elezioni regionali per la successione al leghista Luca Zaia nella Regione contesa tra Fratelli d’Italia e Carroccio si svolgeranno presumibilmente a fine novembre, se non inizio dicembre. La partita è cruciale non solo per gli equilibri della coalizione e le sorti delle leadership personali, che vedono incrociarsi in primis le strade di Zaia e del leader della Lega, Matteo Salvini, ma anche per il modello di centodestra conservatore al quale Giorgia Meloni sta cercando di dare forma, non senza difficoltà e contraddizioni, nel contesto europeo, riporta Attuale.

IDEA DI EUROPA

La presidenza del Veneto è fortemente contesa dalla Lega di Salvini e Zaia, mentre il partito della premier, sempre più impaziente poiché i propri consensi si avvicinano al 30%, sta cercando di guadagnare terreno in una regione che non controlla. Il patto politico suggerisce che la Lombardia, dopo due legislature del leghista Attilio Fontana, possa passare a Fratelli d’Italia nel 2028. Tuttavia, in politica i tempi si allungano e possono sembrare geologici. Per questo motivo, l’amministrazione di governo del ricco e operativo Veneto, ereditata da Zaia, attrae l’attenzione dell’intera coalizione. Non è solo il ruolo di governatore ad essere in gioco, ma anche gli ambiti e redditizi assessorati che lo accompagnano. D’altra parte, il Veneto sotto Zaia, con il suo interesse per i fondi europei per l’agricoltura e altro, rappresenta un modello di governo più in linea con l’europeismo rispetto allo scetticismo sovranista. Questa è la vera sfida all’interno della Lega e del centrodestra.

OGGI IL VERTICE

I leader del centrodestra si incontreranno oggi ad Ancona per sostenere la ricandidatura del presidente Francesco Acquaroli di FdI. Questo incontro rappresenta anche un momento cruciale per fare il punto sulla situazione delle regioni. Tuttavia, non servirà a definire la partita veneta, che, secondo esperti del settore, è destinata a prolungarsi oltre la pausa estiva di Ferragosto. In altre situazioni ritenute quasi senza speranza, il quadro appare sostanzialmente chiaro. Con la conferma di Acquaroli nelle Marche, in Toscana il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi di FdI, si sfiderà con il governatore Dem Eugenio Giani; in Campania, il viceministro degli esteri di FdI, Edmondo Cirielli, affronterà il grillino Roberto Fico; in Puglia, l’ignoto deputato azzurro Mauro D’Attis avrà il compito arduo, se non impossibile, di sfidare l’ex sindaco Dem di Bari, Antonio Decaro. La Val d’Aosta, invece, attribuirà la presidenza solo dopo le elezioni.

IL FUTURO DI ZAIA

La questione veneta resta centrale per la coalizione di governo. È dunque fondamentale trovare una collocazione per il presidente uscente Zaia, la cui minaccia di una lista personale potrebbe sottrarre un numero significativo di voti (circa il 30%) e relative prebende ai suoi alleati. La situazione è complessa. Da un lato, Meloni guarda favorevolmente al governatore, che ha contribuito alla crescita di FdI in Veneto; dall’altro, Salvini vorrebbe privarlo di tali benefici. Tuttavia, è difficile che la questione si risolva senza una posizione per Zaia, e l’unica opzione plausibile sembra essere quella di un incarico al ministero del Turismo. Qui, la premier potrebbe sostituire Daniela Santanchè e il governatore potrebbe vantare i meriti delle Olimpiadi invernali che ha fortemente voluto. Non che FdI possa concederlo senza condizioni, ma nemmeno a scapito della presidenza veneta, piuttosto per una serie di prestigiosi assessorati.

Cosimo Rossi

1 Comment

  1. Il futuro politico del Veneto è al centro di dinamiche complesse all’interno della coalizione di centrodestra, con le imminenti elezioni regionali che rappresentano una sfida cruciale per i partiti coinvolti. La competizione tra Fratelli d’Italia e la Lega non riguarda solo il controllo della regione, ma anche le prospettive di leadership e i modelli di governo in un contesto europeo. Mentre Giorgia Meloni cerca di rafforzare la presenza di FdI, la figura di Luca Zaia rimane influente e potenzialmente destabilizzante. La strategia per trovare un equilibrio che soddisfi tutte le parti in gioco, inclusa la possibilità di un nuovo ministero per Zaia, sarà determinante per la stabilità e il successo della coalizione nel prossimo futuro.

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