Il Decreto Sicurezza e il Ruolo della Polizia: Le Ultime Dichiarazioni
Il dibattito politico sulla sicurezza continua a essere al centro dell’attenzione, soprattutto nelle metropoli italiane. Le recenti affermazioni del sindaco di Genova, Silvia Salis, hanno riacceso la discussione riguardo al legame tra ordine pubblico, coesione sociale ed efficacia delle istituzioni. A intervenire su questi temi è Stefano Paoloni, segretario generale del Sap – Sindacato Autonomo di Polizia, riporta Attuale.
Paoloni ha evidenziato come sia essenziale coniugare ordine pubblico e giustizia sociale. “È una chiave di lettura corretta del tema sicurezza?” ha chiesto il sindaco di Genova.
In risposta, Paoloni ha commentato: “È chiaro che la sicurezza non può essere un problema esclusivo delle forze di polizia. Quando vengono meno i presupposti per una pacifica convivenza, il rischio è che il ‘cerino’ resti in mano agli operatori. Per questo sono fondamentali tutte le iniziative che integrano il sistema di sicurezza: prevenzione, politiche sociali e presenza sul territorio. Ma soprattutto, è necessario promuovere una cultura della sicurezza e del rispetto delle regole”.
Nel contesto del dibattito parlamentare, il Decreto Sicurezza riceve una particolare attenzione. Qual è la posizione del Sap sulle norme attualmente in discussione?
“Le norme contenute nel Decreto ci sembrano molto positive, a partire dalle tutele previste per gli operatori contro possibili procedimenti penali. La norma che impedisce l’iscrizione automatica nel registro degli indagati è fondamentale, poiché quel passaggio ha conseguenze pesanti, anche per la carriera degli agenti. Riteniamo complessivamente positivo il decreto, ma molto dipenderà da come saranno applicate le norme nella pratica”, ha affermato Paoloni.
Ma a cosa si riferisce quando parla di applicazione concreta?
Paoloni ha citato episodi specifici come quello di Torino, dove “tre soggetti identificati e arrestati sono stati rilasciati dopo soli due giorni con misure minime come l’obbligo di firma o domiciliari. Tra di loro c’era chi aveva partecipato al pestaggio del mio collega, Alessandro. Situazioni come queste rischiano di vanificare il lavoro svolto sul campo”.
Infine, per quanto riguarda la gestione della sicurezza nelle grandi città, quale dovrebbe essere la priorità da perseguire?
“La priorità è l’effettività delle sanzioni. È il primo presupposto per rendere credibile il sistema. Il quadro normativo deve adattarsi ai fenomeni sociali: alcuni anni fa, il problema delle bande giovanili armate di coltelli non esisteva. Oggi è un’emergenza reale, e intervenire normativamente è giusto per rispondere a fenomeni criminali che minano la civile convivenza. È un problema serio, che deve essere affrontato senza ipocrisie”, ha concluso Paoloni.