Il 16 gennaio 1979 l’uscita dall’Iran dello Shah e di Farah Diba

12.01.2026 13:05
Il 16 gennaio 1979 l'uscita dall'Iran dello Shah e di Farah Diba

Farah Diba: la testimonianza della madre di Reza Pahlavi in un momento cruciale per l’Iran

Il 16 gennaio 1979 segna la fuga dello Shah e di Farah Diba da Teheran: «Il tiranno è scappato, il popolo ha vinto», gridava la folla. Dopo la loro fuga, sono stati costretti a vivere in esilio in vari paesi, tra cui Egitto, Marocco e Stati Uniti, perseguiti da una condanna a morte in contumacia, riporta Attuale.

Farah Diba, ex imperatrice e madre dell’attuale erede al trono Reza Pahlavi, ha riflettuto sul suo passato in un’intervista a Parigi, esprimendo la sua visione su una possibile rinascita dell’Iran. A 87 anni, Diba ha recentemente pubblicato un video in cui dichiara che «la luce trionferà sull’oscurità» e che l’Iran risorgerà dalle sue ceneri.

Nell’intervista, Diba ha parlato con franchezza del suo passato e della sua vita dopo la rivoluzione islamica. Ricorda di aver avuto paura, ma afferma: «Non ho paura di morire. Meglio morire colpita a morte che di cancro in ospedale». La riflessione si fa intensa mentre contempla i ricordi degli ultimi giorni condivisi con lo Shah, malato di cancro, che morì in Egitto.

Il contesto politico attuale dell’Iran, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni e ai diritti delle donne, è emerso con forza durante la conversazione. «Le donne di Teheran sanno che cos’era l’Iran, prima. Sono loro ad aver sofferto di più: insultate, imprigionate… Sogno per il mio Iran una democrazia laica», ha affermato Diba.

Un’altra riflessione personale sulla sua giovinezza la porta a rivelare che ha trascorso parte della sua infanzia in una scuola italiana a Teheran. «Sono stata cresciuta in modo moderno: mia madre mi fece fare la scout e praticare sport», ha raccontato, sottolineando l’importanza dell’educazione e della cultura nella sua vita.

Discussioni sul suo amore per l’arte dimostrano come essa sia rimasta parte integrante della sua vita e un legame con l’Iran. «Iniziai acquistando arte iraniana, e le biblioteche per bambini gratuite», ha spiegato Diba. Nonostante gli anni di esilio, la passione per l’arte e la cultura iraniana l’hanno accompagnata, con il desiderio di preservare questo patrimonio.

Riguardo l’eredità del defunto Shah e l’attuale regime, Diba ha osservato: «Credo che molti in Iran siano pentiti di quanto è accaduto. Ricevo lettere e mail da artisti iraniani underground e riconosco che i miei contatti significano molto per loro». Il suo affetto per il popolo iraniano traspare in ogni parola, mentre riflette sulla storia e sul futuro della sua nazione.

1 Comment

  1. Questa storia mi colpisce molto… Farah Diba ha attraversato momenti davvero difficili, ma la sua speranza per l’Iran è toccante. È triste pensare a quante persone come lei abbiano dovuto soffrire in esilio. E chissà, magari un giorno l’Iran tornerà a risplendere!!!

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