48º anniversario del rapimento di Aldo Moro: declassificati documenti cruciali
Il 16 marzo 2025 segna il 48º anniversario del rapimento di Aldo Moro, evento che ha segnato profondamente la storia italiana. La scena di quel tragico giorno è cambiata: dove un lampione si ergeva, oggi una stele di bronzo spezzata simboleggia la memoria di una ferita ancora aperta. Quell’incrocio, in via Mario Fani, ha visto la morte di cinque agenti di polizia durante l’agguato delle Brigate Rosse, con il presidente della Democrazia Cristiana tra le mani dei sequestratori, riporta Attuale.
Ieri, per onorare la memoria delle vittime, il presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, ha preso parte alla cerimonia commemorativa, durante la quale ha annunciato la declassificazione di 64 documenti e tre resoconti sulla seconda Commissione d’inchiesta sul rapimento e l’assassinio di Moro, guidata da Giuseppe Fioroni e attiva dal 2014 al 2018.
Con questo nuovo pacchetto, il numero totale dei documenti disponibili sull’operazione Fritz, il nome dato al rapimento da parte delle Brigate Rosse, arriva a 992. Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura alla Camera, ha commentato: “Nonostante i processi, le indagini della magistratura e il lavoro delle commissioni parlamentari d’inchiesta – permangono ancora troppi lati oscuri e zone d’ombra sull’agguato di via Fani”.
Durante la commemorazione, la leader del Partito Democratico, Elly Schlein, ha sottolineato l’importanza della memoria: “Per noi ricordare – ha affermato – significa continuare a difendere, ogni giorno, i valori della democrazia contro ogni violenza politica e contro il terrorismo”. Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha descritto l’accaduto come “uccisioni vigliacche” e ha ribadito l’”eterna gratitudine” verso le forze dell’ordine che hanno perso la vita nell’agguato. Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha dichiarato che questo è “un giorno difficile per tutti, che aprì una pagina dolorosa della nostra storia”.
Il dolore del passato è stato evidente anche in un video diffuso dalla Camera dei Deputati, che mostra il comunista Pietro Ingrao descrivere l’evento come un “crimine di inaudita ferocia” di fronte a un emiciclo attonito. Le Brigate Rosse sono tornate a far notizia recentemente con scritte che inneggiano a loro su una strada del centro di Bologna, lasciando intravedere come il tempo non pare aver cancellato il ricordo di quella violenza e del suo impatto sulla società italiana.