Roma, 1 aprile 2026 – Negli ultimi vent’anni, il calcio italiano ha subito una trasformazione profonda, tanto da far sentire una mancanza di palloni nei quartieri e nelle strade, un tempo fulcro di questo sport. La tradizione calcistica del nostro Paese, che vanta quattro vittorie mondiali, si è apparentemente affievolita, lasciando spazio a campi in condizioni deplorevoli, come il campo di Zenica, dove ci si sorprende di trovare un’area di gioco così trascurata. La domanda risuona: cosa è accaduto al calcio in Italia? Un ventennio di declino ha alimentato queste preoccupazioni, riporta Attuale.
La nazionale degli oriundi
Dopo la vittoria nella finale degli Europei 2021 contro l’Inghilterra, si sono sollevate domande da parte di prestigiosi giornali inglesi riguardo alla composizione della nazionale italiana. Si è messa in discussione la scelta di schierare principalmente oriundi, trascurando gli italiani di seconda generazione, rendendo paradossale la situazione in cui si cerca di recuperare calciatori con legami superficiali al Paese anziché valorizzare chi vive e cresce qui (il 2,3% della popolazione, dati 2023).
La rivoluzione della Germania 20 anni fa
Nel periodo in cui l’Italia celebrava il suo ultimo trionfo mondiale, la Germania avviava una seria evoluzione calcistica, costruendo una nazionale del futuro con i tedeschi di seconda generazione. Questo cambiamento ha portato la Germania, insieme a nazionali come Francia, Belgio e Svizzera, a sfruttare talenti in arrivo dalla terza generazione, mentre l’Italia sembra rimanere indietro nella rivalutazione delle proprie potenzialità.
Come è cambiato l’approccio al pallone
La necessità di riflessioni sulla reviviscenza del movimento calcistico italiano è palpabile. Non di rado, i giovani oggi non dormono più con il pallone al fianco, e il legame con il calcio sembra essersi allentato. Inoltre, il contesto in cui si gioca il calcio ha assunto un significato diverso, creando barriere alle nuove generazioni, le quali scelgono altre discipline sportive più accessibili.
La privatizzazione di fatto degli impianti sportivi
Le scuole calcio e l’accesso agli impianti sono diventati sempre più complessi, con una crescente privatizzazione che ha reso difficile per molte famiglie permettersi il costo dell’iscrizione. I prezzi elevati delle strutture rendono il calcio sempre meno alla portata delle fasce più povere della popolazione, negando a una generazione intera l’opportunità di emergere nel mondo calcistico.
Uno sport che ha escluso gli strati popolari
Queste dinamiche hanno portato a un’inevitabile esclusione delle classi popolari dal calcio, con giovani talenti che si orientano verso sport alternativi. Le zone una volta ricche di promesse calcistiche sembrano oggi spopolate di opportunità, alimentando una frattura che allontana le nuove generazioni da uno sport che potrebbe migliorare le loro vite.