Riunione straordinaria al Pentagono causa preoccupazione globale
Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha convocato per il 30 settembre in Virginia centinaia di generali, ammiragli e altri ufficiali militari da tutto il mondo. Secondo il Washington Post, persino i più alti ufficiali non conoscono il motivo di questo incontro, che ha sollevato segnali di allerta e confusione nel mondo della difesa, riporta Attuale.
La riunione, che include anche i leader di tutti i comandi statunitensi – in Europa, Medio Oriente e Asia-Pacifico, è stata organizzata presso la base della Marina di Quantico. Un portavoce del Pentagono ha confermato l’incontro, senza fornire dettagli sulla sua natura o sui temi da trattare.
Questo evento è totalmente inusuale e sta generando “confusione e allarme”, poiché molti comandanti militari sono stati già destituiti quest’anno. A maggio, Hegseth ha indicato che si rendono necessari tagli “di almeno il 20%” e prevede di ridurre il personale di circa 100 generali e ammiragli su un totale di 800 solo negli Stati Uniti, oltre a ulteriori riduzioni all’estero. Inoltre, l’amministrazione statunitense ha sospeso anche l’intenzione di effettuare tagli draconiani al personale federale nel caso di uno shutdown governativo incombente.
Il segretario della Difesa sta anche preparando una nuova strategia nazionale di difesa, volta a rimodellare il “dipartimento della Guerra”, ricollocando la sicurezza e difesa interna al primo posto dell’agenda militare statunitense. Questa inversione di priorità, dopo anni di attenzione sulla Cina, ha portato alcuni a supporre che temi rilevanti possano emergere durante la riunione, tuttavia l’ansia per possibili nuovi licenziamenti aleggia nel contesto.
Recentemente, Hegseth ha destituito senza preavviso diversi vertici, tra cui il generale Jeffrey Kruse, direttore dell’Agenzia di Intelligence della Difesa, e la viceammiraglia Nancy Lacore. In precedenza, l’amministrazione Trump aveva già avviato un’ampia ristrutturazione delle forze armate, comportando licenziamenti a catena tra leader militari e cumuli di critiche sul modo in cui il Congresso gestisce la difesa e la sicurezza nazionale.