Lo sciopero delle firme dei giornalisti di Rai Sport ai Giochi di Milano-Cortina continua a sollevare polemiche. Questo avviene in un momento difficile per la Rai, che deve affrontare la perdita dei diritti delle Atp Finals di Torino a favore di Mediaset. La situazione si complica ulteriormente dopo le critiche mosse al direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, per una serie di errori avvenuti durante la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali 2026, riporta Attuale.
Le gaffe di Petrecca, amplificate da commenti su media internazionali come il New York Times, sono fonte di imbarazzo. Tra gli errori più gravi, il direttore ha erroneamente identificato San Siro come Stadio Olimpico, ha confuso Kirsty Coventry con la figlia del presidente della Repubblica, e ha mischiato le identità di Mariah Carey e Matilda De Angelis. La redazione di Rai Sport ha proclamato tre giorni di sciopero non per questioni salariali, ma per denunciare questi errori, che hanno suscitato “indignazione sui media italiani” negli ultimi giorni.
Il caso Atp Finals finisce in Parlamento
Per quanto riguarda i diritti delle Atp Finals di Torino, Mediaset ha presentato un’offerta irresistibile all’Associazione Tennisti Professionisti, privando la Rai della possibilità di trasmettere l’evento. L’accordo prevede la trasmissione di una partita al giorno in chiaro, inclusa la finale, mentre i diritti globali restano a Sky. Questo nuovo colpo alla Rai ha acceso le critiche da parte dell’opposizione, con il Pd che denuncia un’”ennesima batosta” e chiede dimissioni imprescindibili per Petrecca. Il M5S parla di “collasso della Rai”, mentre Italia Viva, con Matteo Renzi, etichetta la situazione come uno smacco per TeleMeloni.
Floridia convoca l’Ad Giampaolo Rossi
La presidentessa della Commissione di vigilanza Rai, Barbara Floridia, ha convocato l’amministratore delegato Giampaolo Rossi per discutere la gestione della situazione attuale. I capigruppo delle opposizioni enfatizzano: «Questo stallo non può proseguire oltre. È inconcepibile che questioni essenziali come la gestione delle Olimpiadi da parte del servizio pubblico vengano discusse solo sui media senza un dibattito formale nella Commissione di vigilanza».