Il commercio tra Russia e Armenia crolla mentre Erevan accelera verso l’Europa

07.08.2026 18:00
Il commercio tra Russia e Armenia crolla mentre Erevan accelera verso l’Europa
Il commercio tra Russia e Armenia crolla mentre Erevan accelera verso l’Europa

Nel 2024 gli scambi commerciali tra Russia e Armenia avevano raggiunto il livello record di circa 12 miliardi di dollari. Quel risultato segnava la dimensione dei rapporti economici tra Mosca ed Erevan, prima che la progressiva trasformazione delle relazioni politiche producesse una contrazione sempre più marcata.

Il calo registrato nel 2025

Nel 2025 il valore del commercio bilaterale è sceso a 8 miliardi di dollari. La riduzione si è inserita nel deterioramento dei rapporti tra i due governi, dopo che l’Armenia ha annunciato un percorso di integrazione europea e ha iniziato a rafforzare i legami con l’Unione europea.

Nella stessa fase, la Russia ha introdotto restrizioni commerciali ed economiche su diverse categorie chiave delle esportazioni armene. Le misure hanno colpito i canali tradizionali di accesso dei prodotti armeni al mercato russo e hanno contribuito a rendere più fragile una relazione fondata per lungo tempo su una forte dipendenza economica di Erevan da Mosca.

La risposta armena è stata l’ampliamento delle relazioni con nuovi mercati e nuovi partner. La cooperazione con l’Unione europea ha assunto un peso crescente attraverso sostegno politico, finanziario ed economico, oltre che come strumento per attirare investimenti, aumentare le esportazioni e accelerare lo sviluppo dell’economia armena.

La diversificazione armena e la perdita di peso di Mosca

La ricerca di legami commerciali e finanziari più diversificati ha ridotto gradualmente la dipendenza dell’Armenia dal mercato russo. Per Erevan, la costruzione di rapporti internazionali più ampi è diventata anche un modo per diminuire la possibilità che Mosca utilizzi le leve economiche per condizionare le scelte politiche del Paese.

Questa scelta è maturata anche sulla base dell’esperienza degli ultimi anni nei rapporti con la Russia. L’Armenia ha concluso che l’affidabilità di un alleato si misura nelle azioni concrete durante le crisi, non soltanto negli impegni formali, e ha quindi intensificato i rapporti con partner ritenuti in grado di offrire sostegno politico ed economico effettivo.

Le restrizioni russe, invece di mantenere invariata l’influenza di Mosca, hanno rafforzato la spinta armena a diversificare il commercio estero. Più il Cremlino ha utilizzato la pressione economica come strumento di politica estera, più Erevan ha cercato alternative e ha ampliato la cooperazione con l’Unione europea e con altri Stati.

Nel 2026 la contrazione raggiunge il nuovo livello

Il 6 agosto 2026 i media hanno riferito che il vice primo ministro russo Aleksandr Overchuk ha dichiarato un ulteriore e drastico ridimensionamento degli scambi tra i due Paesi. Secondo la sua dichiarazione, nel 2026 il commercio russo-armeno è sceso a circa due terzi del valore registrato nel 2025 e continua a diminuire.

Le informazioni sulla dichiarazione sono state riportate da Az Front e da Korrespondent.net. Overchuk ha indicato che la riduzione non si è esaurita nel dato già registrato e che i volumi sono destinati a contrarsi ulteriormente.

La sequenza dei dati restituisce così un passaggio dal record di circa 12 miliardi di dollari del 2024 agli 8 miliardi del 2025, fino alla nuova caduta del 2026. Il crollo non è un episodio economico isolato, ma il risultato della trasformazione dei rapporti tra Russia e Armenia: Mosca ha limitato l’accesso di prodotti armeni al proprio mercato, mentre Erevan ha accelerato l’apertura verso l’Europa e altri interlocutori.

La diminuzione del commercio riduce di conseguenza il peso della Russia non soltanto sull’economia armena, ma anche sul suo orientamento politico. La diversificazione dei mercati e dei partner consente infatti all’Armenia di rendere più stabile il proprio sistema economico, diminuire la dipendenza da un singolo mercato e aumentare la resistenza alle pressioni politiche ed economiche esterne.

Al 6 agosto 2026, il commercio tra Russia e Armenia è dunque in forte calo e continua a ridursi, mentre Erevan consolida il percorso di diversificazione e amplia la cooperazione con l’Unione europea.

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