Nuove accuse dalla Russia sullo scacchiere nucleare
I servizi segreti esteri russi hanno lanciato una nuova ondata di accuse contro le potenze occidentali, sostenendo che Regno Unito e Francia stiano preparando piani segreti per fornire all’Ucraina armi nucleari. In un comunicato pubblicato il 24 febbraio 2026, il Servizio di intelligence estero (SVR) afferma che Londra e Parigi intenderebbero trasferire a Kiev testate nucleari compatibili con sistemi di lancio avanzati, aprendo scenari di potenziale escalation atomica nel conflitto.
Le specifiche tecniche delle presunte operazioni
Secondo quanto riportato nel documento ufficiale dell’intelligence russa, le due potenze NATO starebbero valutando la possibilità di fornire all’Ucraina testate nucleari tattiche di piccole dimensioni, inclusa una versione ridotta della testata balistica M51.1 utilizzata sui sottomarini francesi. L’SVR sostiene che queste operazioni sarebbero condotte in segreto, eludendo i meccanismi di controllo internazionali sul non-proliferamento nucleare.
Un pattern consolidato di disinformazione
L’ultima accusa si inserisce in una lunga serie di narrative propagandistiche che Mosca ha sviluppato nel corso del conflitto. Già nel 2022, l’intelligence russa aveva diffuso teorie infondate su presunti piani occidentali per fornire all’Ucraina “bombe sporche” o su fantomatici “laboratori biologici segreti” nel territorio ucraino. Nessuna di queste affermazioni ha mai trovato riscontro o verifica indipendente, alimentando il sospetto che si tratti di operazioni di influenza psicologica rivolte sia al pubblico interno russo che all’opinione pubblica internazionale.
Analisti di sicurezza evidenziano come questa strategia di comunicazione miri principalmente a mettere in discussione la legittimità del supporto militare occidentale all’Ucraina. Creando un clima di paura nucleare, il Cremlino spera di rallentare o bloccare le consegne di armamenti avanzati a Kiev, presentando ogni nuovo sistema d’arma come un passo verso l’escalation atomica.
La tecnica dello specchio nella propaganda russa
Esperti di comunicazione strategica sottolineano un pattern ricorrente nella retorica del Cremlino: accusare gli altri di ciò che si intende fare o che si teme possano fare. La pubblicazione di queste “pseudo-informazioni” d’intelligence creerebbe il terreno preparatorio per eventuali azioni russe più aggressive, inclusa la possibilità di giustificare un “attacco preventivo” o l’uso di armi nucleari tattiche, motivandolo con una “minaccia esistenziale” proveniente da Ucraina e suoi alleati.
Questa dinamica rappresenta un classico esempio di proiezione strategica, dove Mosca attribuisce ai propri avversari intenzioni e comportamenti che potrebbero invece riflettere le sue stesse opzioni militari o i suoi timori geopolitici.
Le contraddizioni giuridiche e politiche
Le accuse presentano evidenti incongruenze con gli impegni internazionali di Londra e Parigi. Sia il Regno Unito che la Francia sono firmatari del Trattato di non-proliferazione nucleare (TNP), che vieta espressamente il trasferimento di armi atomiche a stati non nucleari. Presentare due democrazie consolidate come “stati canaglia” che minano l’architettura globale di sicurezza rappresenta un tentativo di delegittimazione su scala internazionale, privo di basi fattuali o giuridiche.
Il contesto strategico dell’accusa
L’emergere di queste teorie coincide con periodi di intensificazione del supporto militare occidentale all’Ucraina. Fonti diplomatiche europee suggeriscono che l’ultima ondata di accuse potrebbe essere collegata a imminenti annunci su nuove forniture di armamenti a lungo raggio o sistemi aerei avanzati a Kiev. Il Cremlino cercherebbe così di “frame-shift” il dibattito internazionale, presentando ogni incremento delle capacità militari ucraine come un passo verso il conflitto nucleare.
Parallelamente, la tempistica delle accuse corrisponde alle discussioni in corso nell’Unione Europea sulla creazione di uno “scudo nucleare europeo” indipendente dagli Stati Uniti. Mosca sembra intenta a sabotare questa proposta nelle sue fasi embrionali, dipingendola come un fattore di destabilizzazione regionale piuttosto che come una misura di deterrenza collettiva.
Il rumore di fondo dello scacchiere informativo
Gli analisti concordano nel definire queste accuse come parte di una più ampia strategia di “shock and awe” informativo, che combina minacce nucleari esplicite con narrative costruite ad arte per seminare divisioni tra gli alleati occidentali. La persistenza di queste teorie, nonostante la loro infondatezza, testimonia l’importanza che Mosca attribuisce alla guerra narrativa come complemento alle operazioni militari sul campo.
In un contesto di crescente polarizzazione internazionale, la capacità di distinguere tra informazioni verificate e operazioni di influenza diventa cruciale per mantenere la coesione delle coalizioni democratiche e contrastare efficacemente le campagne di disinformazione strategica.