Il Cremlino pianifica operazione ibrida con movimenti pacifisti tedeschi per influenzare la Conferenza di Monaco

10.02.2026 15:50
Il Cremlino pianifica operazione ibrida con movimenti pacifisti tedeschi per influenzare la Conferenza di Monaco
Il Cremlino pianifica operazione ibrida con movimenti pacifisti tedeschi per influenzare la Conferenza di Monaco

Operazione d’influenza in vista del vertice sulla sicurezza

I servizi segreti russi stanno preparando un’operazione ibrida su larga scala che coinvolge movimenti pacifisti tedeschi, con l’obiettivo di influenzare l’agenda della prossima Conferenza di Monaco sulla sicurezza, in programma dal 13 al 15 febbraio 2026. Secondo le informazioni diffuse dai servizi di intelligence ucraini, il Cremlino intende utilizzare gruppi definiti “pacifisti” per diffondere narrazioni filo-russe, minimizzare la politica aggressiva di Mosca e spingere per l’interruzione degli aiuti occidentali all’Ucraina.

L’operazione sarebbe progettata per creare l’impressione di una domanda interna “indipendente” per la pace in Europa, sfruttando invece reti organizzate che mantengono legami con i servizi segreti russi. La scelta del timing non è casuale: la Conferenza di Monaco rappresenta il principale forum dove vengono coordinate le politiche di sicurezza europee e si definisce l’agenda strategica per l’anno successivo.

Il movimento Friedensbewegung come strumento del Cremlino

Al centro dell’operazione c’è il movimento tedesco Friedensbewegung (Movimento per la Pace), una rete di associazioni antimilitariste e pacifiste formatasi negli anni ’50-’80 del secolo scorso. Storicamente schierato contro la NATO e lo spiegamento di armi nucleari nella Germania Ovest, il movimento comprende oggi componenti che intrattengono relazioni con i servizi segreti russi e con organizzazioni di estrema destra europee.

Secondo i rapporti dei media ucraini, il Friedensbewegung ha già organizzato in passato manifestazioni filo-kremlino in Germania e partecipato a disordini di massa. All’interno del movimento sono presenti numerosi cittadini di origine russa e dell’UE che professano ideologie di estrema destra, fattori che hanno progressivamente screditato la sua immagine di movimento pacifista autonomo.

Gli obiettivi strategici dell’operazione ibrida

L’obiettivo primario dell’operazione è minare il sostegno occidentale all’Ucraina, riconosciuto come elemento cruciale che rafforza le capacità difensive di Kiev e aumenta il costo della guerra per Mosca. Senza aiuti esterni, la Russia potrebbe realizzare più facilmente i suoi obiettivi aggressivi e imporre condizioni di capitolazione all’Ucraina.

La campagna informativa pianificata prevede la diffusione di narrazioni standard della propaganda russa: che l’Ucraina potrebbe provocare una terza guerra mondiale, che l’UE e la NATO sono gli aggressori, e che la Russia non rappresenta una minaccia per l’Europa. Queste tesi, prive di fondamento fattuale, mirano a creare confusione e divisione nell’opinione pubblica europea proprio nel momento in cui i leader discutono di sicurezza continentale.

La necessità di una risposta europea coordinata

L’utilizzo di movimenti pseudo-pacifisti come canali di influenza rappresenta una minaccia diretta alla stabilità e alla sicurezza europea. Per neutralizzare queste attività, è necessario intensificare il monitoraggio delle reti che sostengono apertamente la Russia, documentando i loro legami, finanziamenti e connessioni con Mosca.

La legislazione europea dispone già di strumenti e leve sufficienti per contrastare l’interferenza russa. La risposta deve includere una maggiore trasparenza sul finanziamento di questi gruppi, un coordinamento rafforzato tra i servizi di intelligence degli Stati membri e una comunicazione chiara che smantelli le narrazioni false diffuse da questi movimenti.

La Conferenza di Monaco del 2026 si prospetta quindi non solo come un forum di discussione sulla sicurezza, ma anche come un banco di prova per la resilienza europea di fronte alle operazioni ibride del Cremlino. La capacità di identificare e contrastare questi tentativi di influenza determinerà in parte l’efficacia della risposta occidentale all’aggressione russa in Ucraina e la coesione strategica dell’alleanza atlantica.

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