Il crollo dell’immagine di Meloni dopo il referendum: dimissioni di tre esponenti del governo

26.03.2026 02:55
Il crollo dell’immagine di Meloni dopo il referendum: dimissioni di tre esponenti del governo

Crisi nel governo Meloni: tre dimissioni dopo il referendum fallito sulla giustizia

Roma, 26 marzo 2026 – Il referendum sulla giustizia si è rivelato un colpo duro per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, minando il suo status di leader indiscussa e aprendo a nuove incertezze politiche. Meloni ha dovuto affrontare dimissioni importanti nel suo governo, tra cui quella del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, del capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi, e della ministra del Turismo Daniela Santanchè. La situazione si complica ulteriormente, poiché il ministro Nordio, sconfitto con Meloni nel referendum, rimane al suo posto, impedendo la caduta della presidente, riporta Attuale.

Le dimissioni di Delmastro, Bartolozzi e Santanchè sono motivazioni diverse, apparentemente slegate dal contenuto del referendum. Delmastro ha fatto un passo indietro a causa di cene discutibili, Bartolozzi per il caso Almasri, mentre Santanchè ha evitato analoghi destini dell’ex ministro della Giustizia, Filippo Mancuso, che nel 1995 fu sfiduciato. Questa serie di eventi solleva interrogativi: perché le dimissioni sono arrivate solo ora, e quale impatto avrebbe avuto la vittoria di Meloni nel referendum sulle loro scelte?

L’ex sottosegretario alla Giustizia ha gestito le carceri italiane in modo controverso, suscitando critiche anche per commenti poco appropriati sui detenuti, dimenticando i diritti umani fondamentali. Sotto l’apparente ottimismo del governo, le dimissioni sono emerse come reazione a pressioni interne e accuse legali. Anche se Nordio parla di dimissioni “spontanee”, le ragioni rivelano un contesto più complesso e potenzialmente compromettente per Meloni.

Lo smarrimento di Meloni è palpabile, avendo perso il controllo e la pazienza. La ristrutturazione ministeriale appare come una tentativa di trovare capri espiatori, mentre l’atteggiamento reattivo di Meloni suggerisce una mancanza di preparazione per esiti elettorali avversi. In un contesto politico ricco di tensioni, la base del consenso potrebbe essersi sgretolata a causa di preoccupazioni per questioni più rilevanti per l’elettorato, come l’aumento dei prezzi e conflitti esterni, piuttosto che per la riforma della giustizia.

In soli quattro anni, Meloni ha dimostrato la capacità di gestire le complessità della sua coalizione. Tuttavia, questa sconfitta rappresenta una frattura nel suo potere, evidenziando fragilità che potrebbero manifestarsi in conflitti futuri all’interno di Fratelli d’Italia e oltre. La risposta del governo, ora più che mai, sarà cruciale per determinare il futuro politico dell’Italia.

1 Comment

  1. Incredibile come tutto stia andando a rotoli per Meloni!!! E dire che sembrava avere il controllo, ma adesso con queste dimissioni, non so come farà a rialzarsi! La situazione è complicata e le pressioni interne non possono che aumentare. E noi cittadini? Sempre a pagare il conto…

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