Il Csm supporta la Cassazione: verso il referendum del 22 e 23 marzo

10.02.2026 06:25
Il Csm supporta la Cassazione: verso il referendum del 22 e 23 marzo

Referendum su Giustizia: Il Fronte del No si Mobilita

Basta tatticismi, ora si fa sul serio. Il Comitato dei 15 ufficializzerà oggi una decisione già presa: nessun ricorso contro la delibera del Consiglio dei ministri che, sabato, ha confermato il referendum per il 22 e 23 marzo. I promotori del quesito accolto dalla Cassazione ribadiranno la “forzatura” del governo sui 50 giorni di campagna negati, ma riconosceranno che “la battaglia non deve essere sulla data, ma sull’esito”, riporta Attuale.

Tuttavia, è illusorio pensare che la contesa riguardi il merito tecnico della riforma della giustizia. Il fronte del No ha trasformato il voto in un plebiscito sul governo, ottenendo una rimonta nei sondaggi figlia di una mobilitazione tutta politica. Un passaggio che potrebbe rivelarsi fondamentale: il successo nella consultazione dipende dalla capacità dei duellanti di portare alle urne il proprio elettorato. È chiaro che, quando la battaglia è a tutto campo, ogni tema finisce per diventare polemica referendaria. Emblematico il caso del Consiglio superiore della magistratura: dopo le critiche seguite alla decisione dell’Ufficio centrale per il referendum di riformulare il quesito sulla riforma, i consiglieri togati (eccezion fatta per Bernadette Nicotra), appoggiati dai tre laici di centrosinistra Romboli, Pepe e Carbone, hanno aperto una pratica a tutela della Corte di Cassazione e del suo presidente. La tesi è che “il confronto referendario, sebbene fisiologicamente acceso”, non possa “travolgere la giurisdizione e le sue istituzioni”. Di contro, le due consigliere laiche Isabella Bertolini e Claudia Eccher parlano di “corporativismo”. Da sottolineare che è la terza volta quest’anno che l’organo di autogoverno delle toghe deve intervenire in difesa della Suprema Corte.

Ancora più accesi i toni della diatriba che coinvolge Giovanni Donzelli (FdI) e la Gip Emanuela Cozzitorto. Il deputato ha denunciato un post in cui il magistrato – che si celerebbe, secondo l’accusa, dietro lo pseudonimo Manu Cozzi – lo paragonava a Topo Gigio teorizzando il dovere di “osteggiare il governo”. Risultato: account cancellato e accuse di politicizzazione della magistratura usate come munizioni per la campagna. Nemmeno il Festival di Sanremo è rimasto immune. Il caso Andrea Pucci – con il comico che rinuncia alla co-conduzione e il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che invita la Rai a fargli cambiare idea – ha spinto la premier a scendere in campo personalmente. Abbandonando il fioretto per la sciabola, Giorgia Meloni è andata all’assalto: “La deriva illiberale della sinistra in Italia sta diventando spaventosa”. E poi: “Mi facciano capire: quando attaccano me è satira, quando attaccano Schlein è sessismo?”. Non è uno sfogo casuale, ma una precisa strategia comunicativa. La premier intende sfruttare le sei settimane che dividono dal voto per replicare ciò che ha fatto la sinistra: spingere il suo elettorato a mobilitarsi non solo in difesa del governo, ma contro l’assedio dell’opposizione.

Impossibile dire ora se ci riuscirà o meno, ma lei stessa sa che per farcela dovrà scendere in campo molto più direttamente di quanto non avesse previsto di fare. Il No infatti ha un altro schiacciante vantaggio sul Sì: dispone di una quantità illimitata di testimonial. Non tanto i politici, che sono sempre circondati da un alone di sospetto, ma i veri opinion makers: scrittori, cantanti, attori, intellettuali dal vastissimo seguito popolare. Da questo punto di vista, la destra è il deserto del Sahara. Con un’eccezione unica, però fortissima: Giorgia Meloni, appunto.

1 Comment

  1. Ma che disastro! Questo referendum mi sembra più una lotta politica che una questione di giustizia. È incredibile come la sinistra riesca a trasformare tutto in un plebiscito contro il governo. Sarà interessante vedere se Giorgia Meloni può davvero radunare i suoi seguaci in vista delle votazioni. Mi chiedo se alla fine ce la faranno a mantenere la lucidità e a concentrarsi sui veri temi da dibattere…

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